Il problema del Pugnale

 

D&D ha un problema.

Non ti fa capire cosa sia realmente una pugnalata.

 

Sei a livello uno, i tuoi Punti Vita (PV) oscillano tra il quattro e il dieci-undici, e dato che una pugnalata infligge almeno D4 danni più bonus se presenti… insomma, hai paura, ma hai anche quel po’ di sollievo associato a frasi del tipo “meno male non è una bipenne da D12 danni” o “oh, almeno niente spadoni da 2D6 danni”.

Sei quasi CONTENTO di vedere un pugnale.

 

Poi il tempo passa, le giornate passano, passano settimane, mesi…

 

E non sei più a livello uno.

Anche i livelli passano, e i punti vita crescono…

 

Senza troppi problemi arrivi ad una trentina di punti vita, e a quel punto, in mezzo al mare, vicino alla costa o sulla strada… un incontro inaspettato.

Stupore? Shock?
Ahi ahi ahi… Brutta cosa essere colti di sorpresa… quando sei colto di sorpresa hai le difese basse.

E infatti la pugnalata ti colpisce.

 

D4 danni? D4+1?

Chissefrega del danno… La tua preoccupazione va subito alle complicazioni!

–          Veleno

–          Incantesimi a contatto

–          Malattie

–          Droghe

–          Ecc…

 

 

No, non succede nulla.

Nessun test di Tempra, di Volontà… Nulla.

D4 danni tondi tondi.

Anzi, forse c’era un malus di FORZA FISICA, quindi forse persino D4-1.

 

Due colpi,

tre,

quattro!

 

Lasci perdere l’aggressore, te ne vai, tanto quella figura non ti insegue di certo…

Sei di livello alto, no?

 

 

 

Struttura

I tuoi punti ferita sono sopra lo zero? L’arma era priva di veleni, contagi, incantesimi, maledizioni o simili? Nessun problema allora! In un numero di notti e/o giorni di totale riposo dipendente dal tuo livello e dalle ferite ricevute, ritornerai in piena forma… Ma potresti andare avanti anche adesso. In fondo, sei FISICAMENTE IN GRADO DI SOPRAVVIVERE AD UN’ALTRA ALBA. Non stai per morire biologicamente.

 

Energia

Hai ricevuto delle pugnalate, al cuore, ai fianchi, alla sprovvista. Sei stato pugnalato.
Una lama, lunga una ventina di centimetri, poco di più, è entrata nella tua carne, straziandola, bucando le tue protezioni, cogliendoti alla sprovvista, ferendoti.
Il corpo è caldo, il sangue è caldo, la lama è di metallo, è fredda…
È la lama che si scalda con il calore del sangue, o è il tuo corpo che si raffredda per il gelo della ferita?

 

 

 

Un pugnale può essere usato in molti modi.

Puoi usarlo per tagliare la carne mentre mangiate, per tagliare una corda se dovete fuggire, per incidere il legno se volete lasciare una traccia, per spaventare una persona brandendolo minacciosamente, per dei giochi di prestigio facendolo roteare abilmente, per aprire una serratura se siete ai ferri corti…

 

Oppure potete usarlo per combattere.

Che sia un combattimento leale o sleale, l’uno di fronte all’alto o un agguato alle spalle, dichiarando gli intendi e rispettando l’onore o usando ogni bieco trucco per sopraffare l’avversario…

Un colpo messo a segno sarà una pugnalata. Sempre.

 

 

 

E purtroppo D&D non ti fa capire davvero cosa significhi.

 

 

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4 pensieri su “Il problema del Pugnale

  1. Fornisco una mia interpretazione.
    Premetto che personalmente ho sempre preferito il sistema di PV di D&D rispetto a quello di altri giochi di ruolo più “realistici”; gli si può certamente obiettare che sia ridicolo che un personaggio possa sopravvivere a dozzine di colpi (ad esempio le pugnalate); tuttavia io la vedo diversamente.
    Cosa distingue un pg di alto livello (quindi con molti pv) da un semplice png generico? Beh, secondo me, il fatto che il pg è un eroe, e tanto più è alto il suo livello tanto più è un grande eroe. Ora, l’eroe non ha solo superiori capacità (magiche, marziali ecc..), ma ha anche un fato, destino o come lo si voglia chiamare.
    I punti vita secondo me rappresentano proprio questo: quando un personaggio subisce 2 danni per la pugnalata di un bandito io lo interpreto come un colpo di striscio, oppure una schivata fatta all’ultimo momento oppure ancora come un colpo attutito dall’armatura; semplicemente non era destino che egli morisse in quello scontro per quel colpo. Avere molti punti vita consente al personaggio di sopravvivere a semplici incontri, mentre, se ne avesse 5 o 10 ad alti livelli, rischierebbe di morire per incontri risibili (mi immagino Aragorn che viene aggredito da un bandito e ucciso, piuttosto pietosa come scena).
    Ovviamente riconosco il punto che hai sollevato, e capisco come questo sistema possa non piacere o comunque possa rivelarsi inadatto alle preferenze di altri giocatori.

    1. Ciao!
      Per prima cosa, grazie del commento! ^_^
      Allora, parlando per me, io apprezzo il sistema di D&D per molti fattori (e in realtà più passa il tempo più questi fattori aumentano), ma non per i PV.
      In realtà la visione che hai proposto, a mio parere, è una delle migliori di quelle che ho sentito in giro a proposito del sistema di combattimento di D&D. Ma qui è la mente umana dei giocatori che entra in gioco, proponendo ogni forma di tesi assurde a proposito del combattimento. Per fortuna la tua non è tra queste! XD

      La base del mio articolo però voleva essere un’altra, ovvero un paragone tra due estremi:
      – La mera regola (danno) // struttura
      – La pura interpretazione (sei stato pugnalato) // energia

      Nel primo caso l’unica cosa che segno è che i miei punti vita sono passati da 30/30 a 28/30, ma il mio corpo sta benissimo (ho sottolineato la componente “fisica” per l’associazione tra le regole per le ferite e il fatto che il personaggio abbia pieno controllo finché in possesso di PV positivi).
      Nel secondo caso, non uso nessuna regola, e resto semplicemente shockato dal fatto di essere stato pugnalato, dove lo shock si riferisce alla parte di dolore, sofferenza, perdita di sangue, svenimento, forse totale perdita di coscienza, morte.

      Il gioco di ruolo, a mio parere, possiede entrambe, e in base a sistema di regole / personaggio / persona e partita, probabilmente il giocatore si comporterà in maniera diversa.

      Inoltre, tutto l’articolo voleva essere uno spunto di riflessione a proposito delle “pugnalate” non fatte con la lama di un’arma.
      Infatti, di nuovo, possiamo ignorarle grazie alla “struttura”, possiamo morire a causa de “l’energia”, o possiamo trovare un modo di andare avanti.

    2. p.s.
      citando “Aragorn aggredito e ucciso da un bandito” hai toccato uno dei miei perversi sogni:
      il Signore degli Anelli GDR con un sistema altamente realistico e LEGOLAS CHE FA LA FINE CHE MERITA.
      Sputtanato selvaggiamente e/o spiaccicato da qualche parte.
      Aaaaaaah, che visione eroticamente inebriante vedere quella spaventosa messa in piega elfica massacrata in un’orgia di violenza sulla schiena di un Mumak che non ha nessuna intenzione di morire per tre misere frecce.

      Non hai idea di cosa abbia scatenato il tuo esempio Tolkieniano. XD

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