Sine Requie: tra le macerie di Parigi

 

Cazzo, neanche davanti ai Reich Varg mi sono cagato nelle mutande come oggi.

Era ritto su quel che restava della finestra di un palazzo, e porco stronzo… Mi guardava. cazzo, con quel suo unico occhio mi ha gelato il fottuto sangue.

Era un Morto, magro e tirato, con la pelle bianca e il torace nudo. Aveva delle cinture strette al corpo e alle braccia da cui pendevano coltelli e rasoi. Mi pare che avesse anche un fucile a tracolla. La faccia era coperta da una maschera antigas quasi completamente distrutta… una delle lenti era spaccata, ma l’altra, oh, cazzo, mai visto uno sguardo così gelido, e mi guardava con un odio così puro e totale che mi sono pisciato addosso. Sono rimasto fermo a guardare quel ghigno che si intravedeva tra i tagli della maschera… e poi ho visto che nel mezzo della fronte aveva un segno, sì quel cazzo di segno con l’occhio, tagliato direttamente nella carne.

Non ho avuto nemmeno le palle per tirare una bestemmia.

Lui ha alzato una mano e si è indicato l’occhio in mezzo alla fronte.
Senza fare altro.

Le lame dondolavano… Gocciolando sangue ancora fresco…

(partigiano parigino)

 

 

 

 

 

 

L’Osservatore,
Terre Perdute, Sine Requie.

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