Storie e leggende

Compare!! Quanto tempo!! Cosa ci fai qui?

Siedi alla mia tavola, Compare!

Quanto tempo che non vedevo una faccia amica!! Su su, vieni qui, mettiti dal lato buono però! 😉 Ecco, perfetto! Allora, cosa si racconta? Niente? Come è possibile? Aaah ecco, sei venuto qui per noia, vero? Beh, sia mai detto che un mio compare resti annoiato nel lato buono della mia tavola! Ti racconterò una storia.

 

Ti racconterò la storia delle Lacrime della Dea.

 

Accadde, molto tempo fa, che una Dea provasse insieme grande felicità e grande timore.
La sua felicità era grande perché i suoi figli, il popolo degli Antichi, avevano raggiunto quel giorno la più grande vetta a cui un popolo mortale avesse potuto aspirare: conoscenza, saggezza, e potere sullo spazio e sulla materia.
Ma il suo timore era altrettanto grande, perché se suo marito fosse mai venuto a sapere ciò, non avrebbe esitato a distruggere tutti i suoi figli. Ma non per il timore di essere soppiantato, sia mai detto! Come possono i mortali opporsi ad un Dio? Egli li avrebbe distrutti per invidia, l’invidia al senso di appagamento del popolo che, pur essendo sua discendenza, aveva raggiunto l’apice senza la sua divina presenza. Il popolo lo rispettava, ma non lo venerava. Tessevano lodi e provavano grande stima, ma non avevano più l’ancestrale timore del divino. Non restavano forse gli Dei, loro progenitori, nei loro divini reami?
E forse fu questo, per un tempo lungo agli occhi dei mortali, a salvarli.
Ma un giorno la verità arrivò, e quel giorno fu terribile.
La Dea vide quello che stava per accadere, e pianse.
Mentre il marito si accingeva a scendere dal suo regno a quello dei suoi figli, la Dea pianse. E le sue lacrime bagnavano il suo viso, le sue mani, i suoi vestiti.
E nel riflesso di una lacrima, Ella vide chiaramente cosa avrebbe dovuto fare per smettere di piangere.
E, prima che ogni destino potesse compiersi, alzò la testa, e con le sue stesse mani si cavò l’occhio sinistro.
Il marito rimase esterrefatto di fronte all’azione della compagna, e ancor più dalle sue parole.
 
“Un occhio cavato non può piangere, amore mio”
 
La razza degli antichi esiste tutt’ora,
grazie al sacrificio delle Lacrime della Dea.
 
 

 

Allora, ti è piaciuta la storia, compare? 🙂 Mi raccomando però, non pensare a Vecna! perché non c’entra proprio nulla!

Che dici, mi offri un boccale?

 

 

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