Sine Requie: Shakespeare in love, Shakespeare in death

 

sine requie -  terre perduteChe le Terre Perdute Britanniche non perdonino, è un dato di fatto. La vita del Cacciatore di Morti è dura, molto dura, perché sta “cacciando” cose che un tempo erano esseri umani, ma che adesso non lo sono più. Adesso sono Morti, sono gli avversari più pericolosi che un vivo possa affrontare.

E se i vivi, invece che uno solo, fossero tre? E se avessero “qualcun altro” insieme a loro?

Basterebbe questo ad affrontare con successo le spaventose presenze delle Terre Perdute Britanniche?

 

 

Horace Sullivan,
sopravvissuto – ex prete cattolico, 52 anni.

Tarocco dominante: Il Giudizio

Horace Sullivan, “Padre” per i suoi figli (la comunità) e “Reverendo Sullivan” per coloro che amano la formalità, è un uomo invecchiato precocemente a causa della faticosa e pericolosissima vita nelle terre inglesi, in periferia a Green Hill. Il suo difetto più marcato è la convinzione di essere sopravvissuto per volere di Dio che lo avrebbe incaricato di distruggere tutti i Morti in Inghilterra con una frase del tipo “Horace, devi farli a pezzi”. E’ sopravvissuto grazie alla presenza di gente più assennata.

 

Robb “…”,
Cacciatore di Morti, 25 anni.

Tarocco dominante: La Giustizia

Robb è la persona più assennata (e questo la dice lunga, n.d.r.) del gruppo, un giovane con la testa relativamente sulle spalle e decisamente molto abile con il fucile (requisito fondamentale per la sopravvivenza). Non è una cima, intellettualmente parlando. E’ distratto e incostante, oltre che piuttosto ignorante, ma è una persona per bene. Magari non proprio un esempio di coraggio e abnegazione, ma chi lo è ancora in questo mondo?

 

Ryan Giggs “Arthemis”,
Cacciatore di Morti, 30 anni.

Tarocco dominante: La Torre

Arthemis rientra nell’elenco delle persone ancora meno assennate del Reverendo Sullivan. Quest’uomo ha una convinzione: essere il nuovo Eroe Tragico di una Tragedia di Shakespeare. Possiede un teschio umano perfettamente scarnificato e ripulito, ed è convinto che si tratti del teschio dello stesso Shakespeare, e che tramite quel collegamento lui possa vedere le sue gesta. Gesta che finiranno male, con la sua morte. Perché lui è sicuro di morire, è sicuro di fallire, ma sa che il suo autore, colui che scriverà la storia, lo guiderà verso un GRANDE fallimento, e verso una GRANDE morte. Ovviamente, tenendo sempre il teschio in mano, possiede solo oggetti usabili con una mano sola, e rifiuta gli altri (come i fucili).

 

 

Ma esiste qualcun altro, nella vecchia Inghilterra, che è molto legato a Shakespeare…

Qualcuno che, in un certo senso, condivide una parte della visione dell’Incubo simile al concetto teatrale di Arthemis.

 

 

Richard Skinner - Terre Perdute, Sine Requie
Richard Skinner – Terre Perdute, Sine Requie

Il punto di non ritorno si oltrepassò quando una Belva del gruppo di Skinner, già sazia per un recente pasto, decise di giocare un po’ al Gatto e il Topo con il gruppo. Richard osservava in silenzio, quasi interessato allo scontro. Ma ahimè, l’errore dei vivi fu comprensibile. La Belva giocava, almeno all’inizio, e in quegli attimi iniziali troppo a lungo i due cacciatori si concentrarono sulla sua testa.

Comprensibile, visto l’innaturale ghigno della creatura creato dal filo spinato legato sulla sua bocca. Comprensibile anche a causa degli spessi chiodi piantati nei bulbi oculari. Ma quella creatura non era viva. E ad una Belva non serve la testa per uccidere.

 

Skinner non si preoccupò comunque del fatto che i due vivi avessero levato la testa ad una sua belva prima di morire e risvegliarsi come semplici Morti. Intanto perché se era stata così sciocca da lasciarlo fare, non meritava un posto nel branco. E comunque, era solo una comparsa all’interno di questo immenso palcoscenico.

I due cacciatori, invece, anche se per poco, avevano avuto un barlume di esistenza.

Erano stati, anche se per poco, veramente vivi.

 

 

Cosa rara, molto rara, nelle Terre Perdute britanniche.

 

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