Il Diario della Rosa dei Venti: Kher e il fuoco

 

Ho sempre scritto che con le fiamme me la sono sempre cavata bene. Beh, in realtà non è proprio sempre stato così. Ho imparato, come tutti.

Ricordo ancora quando ero un giovane incantatore perso nel bosco. Con gli ambienti “naturali” ho sempre avuto un rapporto difficoltoso, e all’epoca più che mai. Per la cronaca, “all’epoca” significa un po’ meno di due anni fa. Sono passato dal valutare seriamente la possibilità di dare alle fiamme una foresta per uscirne al far crescere un’acacia nel giardino. Mi sa che sto invecchiando…

Scusatemi, mi sono disperso. E’ uno dei miei tanti difetti, chiacchiero sempre troppo. Cioè, scrivo sempre troppo… No, aspettate, non è quello che volevo dire. Insomma, quando inizio a parlare tendo a divagare e a iniziare a raccontare storie su storie, sempre meno collegate con il discorso originale. La stessa cosa che mi succede quando scrivo, ma solo di concetto (chiaramente), dato che scrivere non è come parlare. Non parlo più con nessuno da molto tempo oramai…

 

Torniamo alle fiamme, che dite?

 

Quello che stavo dicendo è che ho dovuto imparare. Come tutti. Nessuno viene al mondo sparando Palle di Fuoco dalle mani, cosa credete? Sarebbe bello, ma no. Non succede.

Mio nonno mi aveva insegnato la magia della Rosa dei Venti, e viaggiando ho sviluppato quello che mi era stato insegnato andando anche oltre. Non ero riuscito ad apprendere tutto quello che mio nonno avrebbe potuto insegnarmi, ma non rimpiango nulla del tempo che abbiamo passato insieme. Gli voglio molto bene, adesso come quando anni fa è mancato.

Sia grazie a quello che mi aveva insegnato lui, sia grazie alle mie esperienze, ho imparato quello che adesso so. Ma di nuovo, non crediate che sia stato sempre tutto facile e chiaro. Una delle mie prime palle di fuoco è stata lanciata contro un diavolo. E ovviamente mi sono ricordato solo dopo che tutti i diavoli ne sono immuni. Facile a dirsi, direte voi, se vivono negli Inferi saranno ben immuni al fuoco, no? E avete ragione. Ma me ne ero completamente dimenticato.

Ma piano piano ho imparato, queste come altre cose. Ho imparato a riconoscere i gesti e le parole. Ho imparato a leggere le varianti delle stesse quando le vedevo, e a neutralizzarle prima che venissero completate.

 

Non ho capito di essere diventato bravo con il fuoco quando ho imparato a scagliarlo n-mila volte intorno a me.

Kher, Nello, e fuoco
Kher, Nello, e fuoco

Lo ho capito quando ho smesso di usarlo per ogni cosa. Quando ho imparato a neutralizzarlo. Quando ho imparato ad evitare che altri scagliassero quello stesso globo di vermiglia distruzione ardente.

E quando ho cambiato colore dei dadi per il fuoco. Adesso sono verdi. Non ne ho più usato da allora, ma resto comunque sempre pronto.

 

Adesso, con le fiamme, me la cavo bene.

 

Kher

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