Sonetti e fobie

 

Giornata molto diversa dal solito. Ho superato il tiro salvezza su Vol contro “allucinazione mortale”, ma cavolo che strizza… Ho cercato sollievo e distrazione in attività esterne, ma con scarso successo. Però, tra le altre cose, ho letto questo sonetto.

Mi ha colpito come l’evoluzione delle parole e degli argomenti trattati in questi versi ripercorrano fedelmente la mia giornata odierna.

 

Come un mediocre attore sulla scena
cincischia la battuta per paura,
come l’uomo iracondo nella piena
dei sentimenti trova sua sciagura,
così – temendo il vero – ho profanato
la cerimonia dell’amor leale:
amore tempestoso e smemorato
annichilisce in tanto maestrale.
Lascia per me parlare questo foglio,
araldo silenzioso che si strugge,
che implora amore e ne riceve orgoglio,
più che non possa un fiato che mi sfugge.
Leggere d’un amore muto il segno,
udir con gli occhi, è amare con ingegno.

 

(William Shakespeare)

 

 

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