Sine Requie: alla ricerca di Sofie (II di II)

 

Due auto militari, un sottoufficiale della Wehrmacht e un ufficiale SS. Uno scontro diretto sarebbe stato impensabile, ma stavano puntando al rifugio di sopravvissuti poco lontano… Che la sorte stesse finalmente arridendo?

Probabilmente si.

Sfruttando un’improbabile improvvisazione teatrale (sappiamo quando avere una faccia come il culo possa essere utile in certe circostanze) e un impeccabile tedesco da madrelingua, Friedrich fece avvicinare se stesso e suoi amici alla sentinella messa di guardia alle auto (stordita e catturata viva), e portò via uno dei veicoli dopo aver reso inutilizzabile l’altro. In un breve scontro successivo, un soldato semplice della Wehrmacht venne ucciso e mutilato. Averne uno vivo era più che sufficiente, no?

Qui la mente di Enea iniziò lentamente a cedere. Raccolse infatti la testa di Oliver (il soldato ucciso e mutilato) e, conservandola ancora dentro il suo elmetto militare, la portò con se. Da qui in avanti per il cacciatore di morti italiano iniziò un lento declino verso gli abissi della peggiore insanità mentale. Prima mise la testa su un bastone, cercando nel contempo di fargli avere braccia e gambe a mo’ di spaventapasseri. Poi, notando la decomposizione progressiva della testa di morto, usò disinfettanti e pomate del suo Kit Medico per rallentare la putrefazione. Inutile dire quanto questo fece incazzare i due compagni. Infine, quando si credeva che avesse toccato il fondo, iniziò a parlarci… e ad ascoltarne le risposte, chiaramente. John, chiaramente a disagio in queste circostanze, decise che non si sarebbe più fidato del suo compagno italiano, ormai eccessivamente provato dalla dura vita nelle Terre Perdute.

 

Questo evento accadde comunque molto dopo l’agguato, quando ormai la situazione con i Diavoli Blu si era risolta. il gruppo riuscì a parlare con il Druido dei Diavoli Blu (il Comandante Felix non li reputò degni di attenzione) e ad uscirne indenne, anche se per salvare la piccola Sofie dovettero abbassarsi ulteriormente nelle nefandezze perseguibili dall’uomo in queste lande. Il Druido, famoso tra i Diavoli per i suoi “Riti Propiziatori” officiati insieme a dei bambini, avrebbe fornito “aiuto” al gruppo a ritrovare la piccola Sofie (da loro scambiata con un altro gruppo di sopravvissuti) banalmente in cambio di informazioni su un altro gruppo di sopravvissuti, a meno di un giorno di moto da loro, in cui probabilmente vi erano dei “Galli”. Il gruppo suppose, erroneamente ma non di molto, che il Druido con il termine Galli intendesse dei bambini. Comunque, nonostante questo dubbio non ancora chiaro, accettarono.

 

Sine Requie -  terre perdute
Sine Requie – terre perdute

Anche queste sono le Terre Perdute.

Le Terre Perdute sono lande dove i più “perduti” di tutti sono proprio i vivi che ancora le abitano. In meno di tre settimane di frenetica attività, ognuno dei membri del gruppo si è immerso in profondità nel marcio che attanaglia la vita dei superstiti nel 1957. La pazzia si è fatta strada nella mente di un giovane italiano, al punto da distruggere un legame più che solido formatosi in quasi due anni di conoscenza, stima e battaglie insieme al suo “commilitone” Britannico. E un disertore tedesco, pur di ritrovare la sua unità “familiare”, è più che pronto a distruggere quelle altrui, a far patire un dolore identico se non più grande di quello che ha provato lui ad un’intera famiglia, in cambio della semplice possibilità di ritrovare la sua Sofie.

 

“Possibilità”.

Perché poi di questo si tratta. Infatti, completata la missione, il ringraziamento del druido è stato a dir poco sconvolgente.

“Bene, ottimo lavoro. Per quanto riguarda la nostra parte dell’accordo, il rifugio dei sopravvissuti ai quali abbiamo scambiato tua figlia è da quella parte. Ti compatisco, ma non preoccuparti: puoi andartene da qui in pace.”

 

E quindi partirono.

Il viaggio durerà qualche giorno, ma per noi potrebbe essere molto di più.

Comunque un giorno arriveranno a quel rifugio. E nel migliore dei casi possibili, ritroveranno Sofie subito e in buona salute. Forse non sarà così facile, non lo possiamo ancora sapere, ma sicuramente Friedrich lotterà con tutto se stesso per riunirsi alla ragazza che ormai considera sua figlia.

 

Ma quanto della sua residua umanità dovrà perdere ancora, prima che ciò avvenga?

Mi auguro nessuna, o comunque poca. Anche perché, purtroppo, a nessuno di loro ne è in questo momento rimasta molta. Ma a loro difesa, sono ancora tutti vivi.

 

E questo, nelle Terre Perdute, è tutt’altro che scontato.

 

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