Urban Heroes: Boston Blackout (II – le particelle Z)

(link alla prima parte, Urban Heroes: Boston Blackout (I – antefatto))

 

 

Alla mia donna piace. A me basta questo.
Alla mia donna piace. A me basta questo.

Una delle cose che fanno impazzire la mia donna è un gruppo di … Mah, punk rock? Esiste qualcosa del genere? Mai capito ‘na mazza di tutte ‘ste robe musicali assurde, ma a lei piacciono tanto. Niente da dire, saranno stati anche un gruppo “famosissimo”, almeno relativamente parlando, ma non so quanti gruppi realmente importanti facciano un concerto all’aperto la sera del 21 Dicembre.

Comunque lei ci teneva tanto, così andammo.

Con il senno del poi, CHE SCELTA DEL CAZZO. Ma cosa ne sapevamo, all’epoca, del casino che sarebbe scoppiato? NULLA. Quindi andammo. Ed eravamo pure contenti!

La cosa fantastica è che ci pensò Lamborghini a pagare tutto. Biglietti, trasporto, snack… TUTTO. Fantastico. Ah già, io l’inglese figlio di papà Lord lo ho sempre chiamato Lamborghini, per palesi motivi riguardanti il suo mezzo di trasporto. Lo dico CON AFFETTO, mi raccomando! Ma ammetto che strapazzare un po’ un riccastro non è così male. Anzi, è piuttosto divertente! 😆

Pollo fritto batte pranzo al sacco giapponese. USA 1 - GIAPPONE 0
Pollo fritto batte pranzo al sacco giapponese.
USA 1 – GIAPPONE 0

Unica pecca, ad essere precisi, è che il cibo in realtà è stato preparato dal dottor Sagara. Che ci ha preparato tipici piatti da asporto giapponesi! Buoni, veramente buoni… Ma pochini. Io e la mia bella abbiamo un regime alimentare piuttosto stretto, e senza 3500 Kcal al giorno ci resta fame! Così ci siamo fermati per strada e abbiamo comprato un po’ di pollo fritto. Il giapponese è buono, ma il pollo fritto… UNA BONTA’. Dio benedica l’America e il pollo fritto.

FINALMENTE arriviamo al posto sperduto fuori città dove ci sarebbe stato questo concerto. DIAVOLACCI quanta gente. Non lo avrei mai pensato! Ma a quanto pare questi punkettari avevano suscitato un discreto interesse. Meglio così, più persone significa più divertimento! L’ora di inizio era quotata per le nove di sera. Chiaramente nessuno si aspettava niente prima delle dieci. Ma PERCHE’ ai concerti si trova sempre un ritardo cronico??

 

Comunque erano le nove e un quarto, nove e venti, quando capitò una cosa strana. I fari montati sul palco e sulla struttura portante vicina iniziarono a fare i capricci. Balzellavano, flashavano, traballavano… Insomma, non sono un tecnico, ma vi garantisco che non funzionavano affatto bene. Nel mentre, abbiamo visto dei MILITARI in fondo, lontano dal palco! Compagni d’arme in DIVISA! Io e la mia bella abbiamo pensato subito ad un merdaio, così sono “corso”, folla permettendo, verso di loro. Intanto Carol, con Sagara e Lamborghini, tenevano i posti della prima fila attaccati alla transenna. CAZZO ce li eravamo conquistati a spintoni e ce li saremmo tenuti, poco ma sicuro!

La questione delle luci restava stabile nella merda dei malfunzionamenti… Fino al BOTTO. Scintille azzurre nel cielo, un globo luminoso, e alla fine quel COLOSSALE BOTTO sopra le nostre cazzo di teste.

Blackout - Urban Heroes
Blackout – Urban Heroes

Non credo che quella roba fosse collegata con l’impianto luminoso del palco, l’onda d’urto era troppo alta per provenire dall’impalcatura delle luci. Non stiamo a spaccarci il culo sul colore del botto, azzurro, blu o violaceo che fosse, la cosa spaventosa fu il Blackout che ne seguì.

Vidi esplosioni identiche a quella sopra la mia cazzo di testa anche sopra Boston, nell’entroterra e persino in mezzo al mare. E quando quelle luci azzurrognole sparirono, restò solo il buio. BUIO. Solo buio. Nemmeno una cazzo di luce, né a portata di naso né fino alla fottuta BOSTON. Niente di niente.

Chiaramente FU IL CAOS.

 

Il mio primo pensiero fu per la mia donna. CAZZO, ma perché ero andato da quegli imbecilli delle forze terrestri, che oltretutto erano li in divisa solo per scroccare lo spettacolo??? FOTTUTISSIMI COGLIONI, per colpa loro ero lontano dalla donna che amo, che invece si trovava in mezzo ad un enorme casino!! E poi a Lamborghini e a Sagara (che per il colmo è pure zoppo!!) chi ci pensa?

Per fortuna Carol non ha perso la testa. Si è spostata dalla massa e ha urlato nome, grado e matricola. QUANTO AMO QUELLA DONNA! La ho sentita, e sono riuscito a raggiungerla in fretta. Spostato di peso Sagara e la sua gamba monca all’esterno del casino, dovemmo valutare in fretta cosa fare.

I civili stavano letteralmente impazzendo.

Sagara è un diabetico insulino-dipendente. Zoppo e insulino-dipendente mentre il mondo va a rotoli. CHE ACCOPPIATA VINCENTE!
Sagara è un diabetico insulino-dipendente. Zoppo e insulino-dipendente mentre il mondo va a rotoli. CHE ACCOPPIATA VINCENTE!

La cosa, inoltre, iniziò a puzzarci terribilmente quando vicino al palco iniziarono a spuntare dal nulla prima piccoli focolari, poi roghi fiammeggianti sempre più grandi. Per fortuna avevamo parcheggiato li vicino (non la Lamborghini, ahimè) anche se servì a poco. La macchina era morta. Ma almeno dentro c’era l’insulina di sagara. GIA’, non basta avere dietro un medico zoppo, deve essere un medico ZOPPO E DIABETICO. Cazzo di mondo.

Comunque, macchina morta. Anzi no. Mi correggo. OGNI FOTTUTISSIMO OGGETTO che avesse una qualche parte di elettronica o circuiteria era semplicemente FOT-TU-TO. Lamborghini e Sagara, da civili, giustamente pensarono a una qualche forma di attacco elettromagnetico. Ma io e Carol avevamo già capito come tirava l’aria. Tutta la faccenda puzzava di Particelle Z, sicuro come l’oro.

Bisognava andarsene, e in fretta.

Costeggiammo la strada che avevamo fatto per raggiungere questo buco nel nulla, in direzione di Boston. Appena in tempo, dato che nemmeno venti minuti dopo la nostra partenza il parcheggio dove avevamo abbandonato la macchina risuonò illuminato quasi a giorno da diverse esplosioni.

Ci mancava qualche cazzo di Freak impazzito a causa di un nuovo potere… Meno male che non ho detto niente, comunque. Perché anche i miei compagni, così come la mia donna, erano mutati.

E adesso dovevamo tornare fino a Boston.

 

[…]

 

SOGGETTO: Carol Devans, alias non definito
POTERE: Copia-abilità (*)
ORIGINE: Psionica
DESCRIZIONE: il soggetto è in grado di assorbire in pochi secondi le abilità e le esperienze di un bersaglio designato semplicemente toccandolo e concentrandosi.

SOGGETTO: Andrew Pendinton, alias non definito
POTERE: Controllo (*)
ORIGINE: Derivata-divina
DESCRIZIONE: il soggetto è in grado, impugnando il suo smartphone, di piegare la volontà delle persone con cui è in contatto alla sua. Il soggetto sembra anche circondato da un debole alone luminoso, e da quello che sembra un lontano coro angelico…

SOGGETTO: Tetzuo Sagara, alias non definito
POTERE: Deflettere (*)
ORIGINE: Magica
DESCRIZIONE: il soggetto è in grado di deviare oggetti o attacchi rivolti verso la sua persona, così come di deviare tutto quello che entri nella sua portata (e non così grosso e/o veloce da distruggere la sua struttura fisica).

(*) questi poteri sembrano avere qualcosa di diverso da ciò a cui eravamo abituati… Cosa diavolo è successo in quella notte infernale?

 

[…]

 

(continua…)

Annunci

One thought on “Urban Heroes: Boston Blackout (II – le particelle Z)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...