La mia Anima, III

 

Esattamente un anno fa scrissi della mia anima per la prima volta.

 

“Non resterò fermo, come in attesa di un miracolo che riporti la mia anima alla vita,
ma mi creerò da solo una nuova anima,
un’anima resistente al dolore e alla morte,
un’anima forgiata nello spegnersi delle vite altrui,
un’anima temprata nel sangue dei morti.
 
Un’anima di metallo,
fredda,
che non risenta della temperatura
del mondo che la circonda.”

 

 

Credete forse, adesso che faccio parte di un gruppo, che questo sia cambiato? Credete veramente, adesso che abbiamo trovato qualcosa che ci rende veramente uniti, che questo sia diverso?

No, non è così.

 

E lo sapete perché. Lo sapete, anche se non volete ammetterlo.

E’ così perché del freddo non vi siete ancora liberati. E’ così perché ogni volta che il dolce tepore della vicinanza vi avrà inebriato il cuore e lo spirito, voi sapete che il gelo potrebbe colpire. Non sempre, non comunque, non facilmente, ma lo farà, prima o poi lo farà, perché fa sempre così.

 

Che Kher inizi pure a muoversi se crede che quello possa aiutarlo, ma non è così. E poche ore fa ne abbiamo avuto la dimostrazione.

Il freddo è arrivato.

Di nuovo.

Come sempre.

 

 

Corri, giovane mago.

Corri.

 

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