Sine Requie: Il Cecchino

Parlavo, guardavo, fantasticavo… Si, avremmo dovuto prestare più attenzione, ma Germana era una vera porca. Non era una sgualdrina semplice, di quelle “sbattimi e via”, ma manco per il cazzo. Era una ninfomane assatanata, con lo sguardo più eccitante che abbia mai visto. E si divertiva, la stronza, a stuzzicarci durante tutto il tragitto. Non vi dico che difficoltà a camminare, ma il lavoro era lavoro, e quello era pure stra-pagato. E non avremmo nemmeno dovuto spenderne una cospicua parte per il bordello a lavoro finito, perché io e i ragazzi avevamo già la Germana! Certo se il Santo Padre legalizzasse le puttane non avremmo dovuto travestirle da cacciatrici di morti e portarcele dietro, ma non si può avere tutto.

Beh… quella volta perdemmo comunque tutto quello che avevamo.

Un sacco di scudi, un sacco di armi appena rifornite e la puttanella che ci stuzzicava durante il tragitto. Il morale era altissimo, l’attenzione scarsa, e BANG! Germana ci restò secca. Stecchita con un colpo, diritto nell’occhio sinistro. Cranio sfondato, schizzi di sangue e cervella ovunque.

In meno di un secondo, IL PANICO.

Io e Rosario ci buttammo al coperto, ma fummo gli unici con un po’ di sangue freddo. Gli altri due fessi iniziarono ad urlare cazzate tipo “chi va là” o “chi è che spara” e a sparare a cazzo di cane… Prima che Rodrigo ci lasciasse le penne. Stecchito come un cane con un colpo in piena fronte. Il suo accento spagnolo da trombagallinelle non lo salvò questa volta, come succedeva con i pretini che predicano bene dal pulpito e razzolano male nel suo culetto spagnolo, nossignore.

Senza aver nemmeno capito del tutto cosa cazzo stesse succedendo, iniziammo a correre come dei forsennati. Io e Rosario stavamo bassi, ma Luca era troppo terrorizzato. Restò indietro, correva male. Secondo me si era cagato addosso. Comunque io e Rosario eravamo già passati da situazioni come quella, e sapevamo come uscirne. Prendemmo distanza da Luca, poi stop e puntammo le armi. L’idea era facile, qualcosa come “Luca ci supera – gli stronzi ci superano – gli stronzi muoiono”. E poi via, a farli a pezzi prima che si risveglino. Facile facile, e se luca ci resta… Amen.

Comunque non accadde, perché anche Luca morì prima di raggiungerci. Piena nuca, un colpo preciso, e cadde ruzzolando.

Ma non eravamo più dove ci avevano fatto il primo agguato. Cazzo no, eravamo almeno a duecento passi di distanza! Duecento fottutissimi passi, se non di più! E Luca era morto, con la testa sfondata. Un colpo chirurgico. Porco satana che caga che ci siamo presi.

Restiammo li come stecchiti fino a quando Rosario vede qualcosa in lontananza, forse un uomo. Lui diceva di aver visto un tedesco.

Mi sono concentrato, guardai meglio, e la cagata nelle mutande di Luca divenne insignificante rispetto alla mia. Ho scaricato talmente tanto nelle braghe che il tanfo ci saturò subito. Ma mentre Rosario mi insultava, io ho ringraziato tutti i santi che usualmente bestemmio di aver visto tutto prima di quel mio stupido compagno.

La divisa era della Wehrmacht, sporca e lacera, ma il viso… Il viso era putrefatto, e la bocca… la bocca… i denti… il ghigno… il ghigno. Cazzo, il ghigno. Il GHIGNO!

Ho stordito Rodrigo con una craniata, lo ho disarmato, e mentre era semi-incosciente gli ho tagliato i legamenti del piede, quelli subito sopra il tallone. Sono corso via mentre i gemiti di dolore diventavano urla, intanto che si riprendeva dal mio colpo e capiva di essere carne morta.

Ho corso come un forsennato, porco demonio quanto ho corso.

Mezza giornata dopo sono svenuto di fronte a delle mura, non so che paese fosse, e mi sono ammalato. Lo stress, il dolore, la fatica…

All’inizio pensavo di essere stato fortunato. Poi, ripensandoci, ho capito che lo sono stato, ma non per la corsa, la resistenza o cagate simili. Sono stato fortunato perché quel mostro mi ha lasciato andare. PORCO INFERNO mi ha lasciato andare. Un fottutissimo MORTO mi ha lasciato andare. Il Santo Padre dice che i morti non possono pensare? Il Santo Padre è un idiota, ma questo non lo dico in giro. Quel mostro ha pensato, ha pensato eccome. Ha organizzato la sua trappola, la ha condotta, e poi… E poi porco cazzo fanculo, non lo so e non ci voglio pensare. NON-CI-VOGLIO-PENSARE!

Appena sono rinvenuto sono andato dal prete, gli ho mollato le armi e i documenti, sono diventato un cittadino semplice e VAFFANCULO. Adesso ho una moglie chiatta con le tette piccole, due marmocchi che crescono, un orto da zappare, ma VAFFANCULO. Io non esco più da questa città. Vaffanculo, vaffanculo e VAFFANCULO!

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(Ispirato da “Il Cecchino”, Tomo dei Morti volume I, Sine Requie)

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2 pensieri su “Sine Requie: Il Cecchino

    1. Personalmente non lo reputo una delle più interessanti in senso assoluto, ma solo perché la “cerchia” delle figure più interessanti è già strapiena e bisogna fare una cernita da qualche parte 😉
      Detto questo, si trova comunque in un’ottima posizione! xD

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