GURPS: “La Trama della Realtà”, III

 

Dolore, dolore, dolore, dolore.

Il secondo venerdì 13 consecutivo, possibilità concretizzabile solamente tra febbraio e marzo. Esiste forse un’occasione migliore per riaprire un po’ vecchie ferite e spargere quel puntino di sale, non troppo ovviamente, ma quanto basta per far attirare l’attenzione e lasciare che ognuno sia successivamente artefice del proprio stesso dolore?

Secondo me no.

Io adoro queste giornate, così come queste occasioni.

 

[…]

 

I Guardiani del GiornoLa sostanza dei fatti e la fila degli anni,
le facce degli amici e le maschere dei nemici
si vedono chiaramente e non possono sfuggire
allo sguardo del poeta… il signore dei secoli.
La luce delle stelle lontane e il principio dell’aurora,
i segreti della vita e i misteri dell’amore:
nell’istante dell’ispirazione, riscaldato dal sole,
tutto si riflette nell’animo del poeta,
nello specchio del mondo…
Nello specchio si vede chi ha vissuto e come,
si vede chi ha composto la propria canzone sulla menzogna,
si vede chi vuole che sia sempre notte,
si vede che il mio dovere è aiutare gli uomini.
Lo specchio del mondo è nelle mie mani,
se vuoi guardarci, non devi avere paura del fuoco,
sarà la mia lira a cantarlo…
che gli uomini capiscano: la forza del Bene vive
nello specchio del mondo…

 

[…]

 

Questa giornata è una ricorrenza non unica, ma sicuramente rara e speciale. Quando si parla di quella che fu l’Ombra della Quercia, quasi tutti pensano ai quattro incredibili autori di una delle metamorfosi civili e sociali più profonde che la storia ricordi, iniziata insieme all’ascesa dei quattro Soci Fondatori alle posizioni praticamente più influenti della città. Tutti ricordano che più di un intero punto percentuale (1%!) dell’intera popolazione di Cortona era iscritto nel libro paga dei soci. Quasi tutti ricordano che, considerando solo la Cortona “attiva”, la percentuale relativa saliva quasi fino al 10%. Molti ricordano che, ufficiosamente, i Soci Fondatori avevano controllo, influenza e presenza in ogni singola parte della Cortona “urbana”. Non esisteva gruppo o famiglia al di fuori delle mura della rocca del Duca e all’interno delle mura cittadine che non fosse controllata dai soci, influenzata dai soci, o che come minimo non fosse osservata (direttamente o indirettamente) dai soci.

Un po’ meno ricordano che non sono sempre state rose e fiori per i Soci Fondatori, e molti meno ricordano le difficoltà che hanno passato nel primo periodo della loro attività.

Turni massacranti, bilanci strettissimi e frequenti periodi di passività dopo incidenti anche di poco conto…

Eccolo, il punto che volevo.

Eccolo qui.

Bellissimo.

“Incidenti”, anche di poco conto.

Basta ripetere questa parola, soffermarcisi un attimo sopra, ed ecco che il puntino di sale è già stato messo sulla ferita.

 

Non c’è una qualche tradizione popolare a proposito di usare il sale come rimedio alla sfortuna? Qualcuno avrebbe dovuto usarne in abbondanza prima di una certa festa per nobili, allora.

Ah no, che sbadato… Nessuno credeva nella sfortuna. Erano tutti convinti che fosse un problema collegato ad un individuo specifico.

Ecco perché non hanno fatto nulla. Così hanno risolto il problema alla radice. Non male come idea, effettivamente. Alla fine ha funzionato, no?

 

[…]

 

La cosa più divertente è riconsiderare il passato alla luce di “quello che sarebbe potuto accadere se…”. Beh, ovviamente io che sono vivo e posso farlo, beninteso. Loro non possono più.

Spadone__1Tutto il potenziale che avevano è iniziato a crollare quando si sono resi conto del folle e spaventoso errore composto dal loro irrisorio “servizio di sicurezza”. Errore composto dal servizio di sicurezza per quel servizio di sicurezza era un “ERRORE” grosso come una casa. O almeno lo sarebbe dovuto essere, ma a quanto pare se ne sono tutti resi conto solamente quando il gioco si è fatto più pesante.

Il germe del dubbio si insinua facilmente nelle ferite, e zitto zitto fermo fermo resta in attesa, nascosto, iniziando a crescere. E quel germe inseritosi nella fuga dopo l’attentato era un germe bello grosso.

A dovere di oggettività, non ho capito come mai siano stati colpiti solo due membri del “servizio di sicurezza”. Personalmente ne avrei uccisi di più e mutilati di più, due mi sembra proprio … dai, è poco. Pochissimo.

 

Qualcuno potrebbe dire che è quasi come una puntina di sale. Qualcuno che si sta divertendo come non mai. Oh Arcimago, sempre sia lodato, quanto adoro il mio lavoro in questi momenti.

 

[…]

 

Dopo lunghe analisi e riflessioni, il concentrato di tutte le teorie a proposito di ciò che viene chiamato aldilà, seconda vita o vita-spirituale-dopo-la-morte, tutto questo è riconducibile a una semplice frase.

“Non esiste, e se ci sbagliamo ed esiste noi comunque non c’entriamo una mazza di nulla”.

Taluni alle volte hanno visioni, altri sono convinti di aver visto o vissuto o sentito (o chissà quale altra percezione sensoriale illusoria auto-indotta) qualcosa al di fuori della vita.

 

L’unica cosa che esiste ovunque e in ogni punto dell’universo è l’energia, che nella sua forma più pura è rappresentata dal mana.

Ora, voi siete davvero così egocentrici da reputare la vostra mortale esistenza a qualcosa di talmente puro da essere potenzialità di qualsiasi manifestazione?

I casi sono due: o siete pazzi, e allora meritate di essere solo compatiti e pianti dopo che un pietoso colpo di grazia abbia posto fine alla vostra esistenza, o siete stupidi e arroganti, e allora meritate di essere giudicati. A chi sarà reputato degno di un procedimento correttivo sarà imposta la giusta punizione e sarà re-indirizzato sulla via della realtà, mentre gli altri…

Non vale nemmeno la pena parlarne.

 

Come ho già scritto, la frase “penso, quindi sono” andrebbe corretta in “penso, quindi sono UN FALLITO! Perché sono dalla parte sbagliata dell’universo.” Non esistono altre versioni, dalla parte giusta dell’universo nessuno sano di mente sarebbe mai tentato dal pronunciare una frase del genere.

 

C’è un motivo se l’Arcimago, sempre sia lodato, è apparso nel nostro mondo.

 

[…]

 

dolóre s. m. [lat. dolorōris, der. di dolere «sentir dolore»].

  • Qualunque sensazione soggettiva di sofferenza provocata da un male fisico.
  • Patimento dell’animo, strazio, sofferenza morale.
  • In funzione di predicato, persona o cosa che reca dolore, che è causa di afflizioni, di sofferenze.

 

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