Sine Requie: Terre Perdute – Il quarto Sipario

La settimana inizia con una sfumatura marcata di Sine Requie, e presto sarà palese perché. 😉 Ma fino ad allora, rivediamo un attimo un passato resoconto di sessione di gioco, one-shot ambientata nelle Terre Perdute Britanniche.

Per la precisione, “Il Quarto Sipario”.

 

[…]

 


Terre Perdute Britanniche, 1957

Una terra devastata dai bombardamenti tedeschi così come da una maledizione peggiore di tutta quella del resto del mondo. Infatti, in tutto il territorio delle Terre Perdute britanniche, la concentrazione di Ferox e Belve è superiore a quella del resto del mondo. Decisamente superiore.
Le cause sono ignote, ma come sempre ad un sopravvissuto ne frega fino ad un certo punto della causa, la cosa di cui frega di più è evitare che i suddetti Ferox strappino carne umana a morsi. Specialmente la sua. Cosa che, nelle Terre Perdute Britanniche, è molto più probabile rispetto a tutte le altre Terre Perdute. E non solo i Ferox, che almeno restano stupidi come la maggior parte dei Morti, no… anche le Belve. Le Belve sono più intelligenti, e oltre ad un minimo spirito di auto-conservazione, uniscono una sorta di istinto di caccia, una rudimentale intelligenza, occasionalmente persino uno spirito di “Branco” che unisce insieme diversi di questi Morti altamente pericolosi.

 

Winston Russel, Cacciatore di Morti. Il più giovane membro del gruppo, di soli 22 anni. Del gruppo di cacciatori è quello che gira con il maggior numero di armi addosso, ovvero un fucile Lee-Enfield (SMLE), una doppietta a canne mozze, un revolver Webley e un’affilata scure, fondamentale per finire i morti danneggiati senza ulteriore spreco di proiettili. Per qualche motivo era convinto di essere un pilota della RAF (Royal Air Force), anche se la sua giovane età lo rendeva palesemente impossibile. Comunque, in qualche maniera, egli sosteneva di essere in grado di pilotare un aereoplano!

Tarocco dominante: Il Giudizio

 

John Mc Miller, Cacciatore di Morti. Scozzese di quasi trent’anni, in quest’uomo il Giorno del Giudizio ha lasciato un trauma che la sua mente, non eccezionalmente sviluppata, non è riuscito a superare: egli è convinto che la colpa del tracollo del giorno del giudizio sia dovuta alla mancanza di fiducia in Winston Churchill. La questione è presto degenerata quando John ha iniziato a VEDERE Winston Churchill, prima saltuariamente, poi permanentemente. È seguendo la voce dell’unico vero Leader dell’Inghilterra che questo cacciatore di morti ha iniziato a viaggiare per riunificare la potente Inghilterra prima, e distruggere il nazismo subito dopo.

Tarocco dominante: Il Mondo

 

Dwell Robinson, Cacciatore di Morti. Ex-militare di trent’anni, Dwell ha realmente (non come Russel) prestato servizio militare nell’esercito inglese, e la sua divisa e la sua spada lo testimoniano. Silezioso e riservato, disdegna le armi piccole e gira portandosi dietro due fucili, un Lee-Enfield (SMLE) di ordinanza e un Mosin-Nagant russo saccheggiato nella casa di un vecchio, forse un collezionista. Apparentemente è l’unico membro del gruppo privo di deviazioni mentali, ma alla fine un po’ tocco lo è anche lui: Dwell è infatti terribilmente superstizioso. Certo, può apparire meno grave rispetto alle visioni di Churchill o alla convinzione di essere parte della RAF, ma nel mucchio si può sentire anche questo. … Balle, rispetto agli altri due è sano come un pesce.

Tarocco dominante: La Giustizia

 

Il morso era profondo, e la ferita, senza essere mortale, aveva tutta l’aria di essersi infettata. Dwell imprecò, stringendo la rozza fasciatura al suo braccio destro.

Churchill si avvicinò alla finestra, scrutando l’orizzonte.

“Hei ragazzi, una macchina!” John balzò alla finestra, osservando l’orizzonte “SIGNOR CHURCHILL, grazie di averci guidato una volta di più alla salvezza!”

 

 

La macchina, un vecchio modello non corazzato né armato, era accesa, ma senza guidatore. Il morto appena risvegliato che avevano ucciso uscendo dalla casa prendeva tutto un altro significato… mentre Dwell si sedeva sul sedile del passeggero, John, Russel (e ovviamente anche Churchill) cercavano nella macchina.

Evidentemente il signor Churchill doveva essere rimasto distratto dallo strappo, e sottolineo strappo sulla parte superiore della carrozzeria, perché fu Russel a trovare alcune carte e fogli. Quelle carte erano principalmente rozze copie di alcuni estratti del “Sine Requie” del dottor Pelegatti, e alcuni appunti a proposito del materiale nascosto a casa del proprietario, senza però alcun riferimento ad indirizzi o direzioni. Comunque, il serbatoio sembrava piuttosto pieno… e da li a poco, secondo alcuni appunti vicino ad una grossa radio sistemata nel bagagliaio, sarebbe andata in onda Radio Londra.

 

D: allora, cosa facciamo?

J: Chiedo al Signor Churchill!

R: Mah, secondo me dovremmo usarla. Posso guidarla io.

D: Sai guidare?

R: Beh, so guidare gli aeroplani. Non sarà troppo diverso, giusto?

 

Radio Londra, dentro suo breve comunicato, dopo le canoniche prese per il culo dei Nazisti d’oltremanica, suggerì a tutte le persone che volessero avvicinarsi a Londra di arrivare preparati e armati, dato che un gruppo di Belve imperversava da alcuni giorni nei dintorni della stazione radio. Subito dopo, fece un breve resoconto a proposito della capacità delle suddette Belve per ricordare bene a tutti quanto fossero pericolose.

Il gruppo decise all’unanimità di allontanarsi da Londra. Nemmeno Churchill disapprovò.

 

Radio Londra: ma non possiamo certo lasciarvi senza un po’ di supporto morale, e che diavolo! Direttamente dall’orchestra del favoloso Glenn Miller ecco a voi un po’ di sano Jazz! Registrata negli anni quaranta!! Ragazzi, considerando che dal ’44 e da quel fottutissimo risveglio hanno smesso di registrare musica, questo pezzo è praticamente nuovo!

“In the Mood – Glen Miller”

“Ragazzi, il Signor Churchill mi dice che L’INGHILTERRA approva questa musica!”

“Taci, pazzo che non sei altro…”

“COSA?? La pietà del Signor Churchill è SPRECATA con un cacciatore di morti rozzo e TATUATO come te!!”

“STA ZITTO!”

 

Il viaggio fu molto più veloce del corrispettivo a piedi, ma irto di difficoltà e stress per la macchina e il motore, considerando che, anche se Russel millantava capacità aereonautiche, sicuramente non era capace di guidare un’auto. Cambiare la gomma senza l’attrezzatura completa, poi, fu un altro piccolo incubo per il nostro gruppo…
Ma finalmente arrivarono in vista di una piccola cittadina, all’apparenza disabitata… dai vivi, almeno. Un nutrito gruppo di morti iniziò a barcollare e incespicare verso di loro, ma consci sia della necessità di trovare qualcosa per il loro compagno sia della protezione data dall’auto (anche se parziale, essendo parzialmente scoperchiata), tentarono l’ingresso.

Russell, ovviamente, perse il controllo dell’auto… e la radio si accese da sola, iniziando a suonare indipendentemente dall’assenza di segnale radio.

“In the Mood – Glen Miller”

Superato il panico (e lo stupore!) iniziale, il gruppo si accinse ad affrontare lo scontro, facendo a pezzi i morti più pericolosi e passando sopra/addosso a quelli meno pericolosi. Nonostante l’assenza di blindatura, la macchina resse i colpi. Il gruppo si diresse quindi verso una casa dall’apparenza più solida delle altre…

 

La Voce di Churchill è la Voce dell’Inghilterra

J: Ragazzi, il signor Churchill mi ha detto che in quella casa dimora un nemico dell’Inghilterra.

R: John, con tutto il rispetto per-

D: Russel, aspetta.

R: ? Cosa?

D: … Lo ho sentito anche io.

R: COSA?? STAI IMPAZZENDO ANCHE TU??

J: BRAVO, ascolta anche tu il Signor Churchill! La sua è la voce dell’Inghilterra!!

 

Purtroppo lo scontro contro il nemico dell’Inghilterra, così come il fatto che questo “nemico” avesse incatenato un Ferox dietro alla porta, lasciò il gruppo ancora più ferito rispetto a prima. E mentre Russel restava svenuto sul pavimento, dopo uno scontro a fuoco e la lotta con il Ferox, John e Dwell esplorarono la casa.

Ma il fato, l’ineluttabile destino, l’inviolabile KARMA… tutti costoro avevano degli altri piani per il gruppo.

John mise le mani, aprendo una porta, su un’artigianale trappola esplosiva. Resosene conto per miracolo, rimase immobile, temendo che qualunque movimento sulla porta o sulla maniglia, che aveva ancora in mano, potesse farla esplodere. Dwell cercò qualcosa con cui bloccare la maniglia… ma, mentre armeggiava sulla porta, sentì qualcosa scattare.

L’esplosione li travolse, lasciando John, che aveva la parziale protezione della porta, gravemente ferito, mentre Dwell, privo di protezione e già ferito gravemente, morì nell’esplosione, con la testa staccata di netto dal corpo.

 

Per quasi un minuto, mentre le fiamme lambivano l’edificio e lentamente iniziavano a crescere, all’interno della casa vi fu silenzio.

 

Poi Dwell si rialzò… perfettamente sveglio. Normale, se non fosse per la morte e i danni subiti dal suo corpo, e cercò la sua testa, la carne annerita dal fuoco dell’esplosione, quindi completamente privo della vista… ma non del fiuto. Trovò la sua testa, mentre sempre più forte il desiderio di nutrirsi dei suoi compagni, ancora svenuti, prendeva forma. La volontà lo aiutava a resistere… ma fino a quando? Aveva sentito tante storie sui morti da vivo, ma morti coscienti? Era possibile?

Infilzò la sua testa sulla spada e cercò di tenerla grossomodo sul collo sempre tramite la lama… grottesco, oltre che inutile. Cercò di far riprendere John, i cui nervi, alla visione del compagno morto con la testa staccata e infilzata sul collo tramite una spada, cedettero completamente.

Non ricevendo aiuto, Dwell, con l’ultimo barlume di volontà, cercò di legarsi la catena che aveva tenuto il Ferox intorno al corpo, ma per farlo si avvicinò troppo al corpo di Russel… vivo. E invitante. Troppo invitante per la sua Fame.

La sua volontà crollò.

La furia smodata causata dal desiderio di nutrirsi gli fece perdere il controllo, e iniziò selvaggiamente a fare a pezzi il corpo del suo compagno svenuto cercando inutilmente di nutrirsi, non avendo più una bocca con cui ingoiare la carne strappata con le mani. Russell morì quasi subito, senza quasi urlare, a causa delle immani ferite.

Ma John aveva visto tutto.

 

Winston Churchill: RAGAZZO, ALZATI SUBITO! NON VEDI QUELLO CHE STA ACCADENDO??

(Test doppio, sia su Volontà che su Equilibrio Mentale)

*Volontà: Asso di denari*

*Equilibrio mentale: Asso di Picche*

John si rialzò subito, ignorando le gravi ferite che aveva su tutto il corpo. Sollevò la sua scure e fronteggiò il suo ormai ex-compagno, mentre la casa continuava a bruciare. Ogni traccia di paura, terrore od orrore era scomparsa dal suo viso, e anche se reggeva l’arma con fatica, urlò alla volta del morto, facendosi avanti.

Churchill lo incitava!

Winston Churchill: “ NON CON IL SANGUE, MA CON IL FERRO SI RISCATTA LA PATRIA! L’INGHILTERRA DOMINA!!!

J: CHURCHILL è con me, feccia! E non cadrò da codardo, Morto schifoso, ma COMBATTENDO come UN VERO FIGLIO DELL’INGHILTERRA! L’INGHILTERRA DOMINA!!

 

Dwell non parlò, ma gli fu subito addosso.

 

[…]

 

L’incendio divampava.

Pochi minuti dopo, con le fiamme che ormai avevano divorato la struttura portante della casa, la costruzione, robusta ma con troppe componenti in legno, crollò rovinosamente in un cumolo di macerie ardenti.

Nessuno dei tre compagni che vi era entrato era uscito prima del crollo.

Né ne uscirà dopo.

 

 

Si chiude il sipario,
per la quarta volta,
sulle Terre Perdute.

 

 

 

 

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