Il Richiamo di Cthulhu: alcuni estratti di alcune razze (e di SAN)

 

Grande Razza di Yith

razza di yith - Il richiamo di Cthulhu

Sembravano enormi coni iridescenti, alti circa tre metri, larghi tre metri alla base, fatti di qualche materiale nervato, scaglioso e semi elastico.
Dal vertice scaturivano quattro membra cilindriche e flessibili, ognuna spessa trenta centimetri, della stessa sostanza del cono. Le membra si contraevano fin quasi a sparire, oppure si estendevano fino atre metri circa di lunghezza. All’estremità di due di esse vi erano delle enormi chele o tenaglie. Il terzo terminava con quattro appendici rosse a forma di tromba. L’ultimo terminava in un globo giallastro irregolare, di quasi sessanta centimetri di diametro, con tre grandi occhi scuri disposti sulla circonferenza centrale. Sopra questa testa vi erano quattro sottile antenne grigie che sostenevano delle appendici simili a fiori, mentre dalla parte inferiore pendevano otto tentacoli verdastri. La grande base del cono centrale era bordata di una sostanza gommosa di colore grigio sporco che muoveva l’intera creature mediante contrazioni ed espansioni.

(L’ombra fuori del tempo, H. P. Lovecraft)

 

Mi-Go, i Funghi di Yuggoth

Mi go - Il richiamo di Cthulhu

“Erano cose rosate lunghe circa un metro e mezzo; con corpi simili a crostacei dotati di un grande paio di ali membranose e vari insiemi di estremità articolate, e una specie di ellissoide contorto coperto da una miriade di corte antenne là dove di solito si trova la testa… Alle volte camminavano su tutte le loro membra, alle volte solo sull’ultimo paio.”

(Colui che sussurrava nel buio, H. P. Lovecraft)

 

Piovre Volanti

piovre volanti - Il richiamo di Cthulhu

“Erano solo parzialmente materiali [e] avevano il potere di muoversi nell’aria, benché fossero completamente privi di ali. Suggerivano l’idea di corpi in continua trasformazione… torsi dotati di una plasticità mostruosa ed a tratti la loro forma materiale svaniva, per riapparire a distanza di tempo… Inoltre sembravano associate a stupefacenti suoni sibilanti ed ad enormi impronte che sembravano provocate da arti dotati di cinque dita circolari…”

(L’ombra fuori del tempo, H. P. Lovecraft)

 

 

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