Sine Requie: Trono del Crisantemo, “Colui che cammina al di sopra”

 

Quando un villaggio giapponese viene attaccato dagli Impuri, il Capovillaggio ha la possibilità di chiamare in aiuto i Ronin per occuparsi del problema, in maniera tale che nessun vivente corra pericolo.

Quando i Ronin avranno risolto la situazione, verrà designato all’interno del villaggio “Colui che cammina fuori”, cioè chi avrà l’onore di seguire i Ronin fuori dal villaggio ed essere il loro nutrimento.

Questo ruolo rappresenta un grandissimo onore, in quanto i Ronin (essendo a loro volta degli Impuri, anche se dotati di controllo e intelligenza) sono considerati alla stregua di strumenti, macchine, o addirittura dei semplici eventi parte del ciclo naturale delle cose così come il Sovrano Celeste lo ha voluto.

Quindi, non essendo realmente delle persone, non sono i Ronin ad essere considerati i veri autori della salvezza del villaggio, ma il vivente che sacrifica la sua vita per la salvezza di tutti, ovvero “Colui che cammina fuori”.

6_pilota_morto__by_yugin82

Che vuol dire che non avete sentito nulla?
Stupidi! Dovete fare più attenzione.
 
Domani notte fate silenzio, lo sentirete, ne sono certo. Passa qui sopra ogni notte da oltre un anno. Da quando mio figlio è andato via con i Ronin. Da quando ha scelto di camminare fuori.
 
Nessuno di voi, quel giorno, ha avuto il suo coraggio.
Nessuno.

 

Certo, la natura particolare del risveglio in Giappone non può essere dimenticata quando si considera un sacrificio così importante. Sacrificio che è molto più comune di quanto si pensi, considerato il grandissimo numero di piccoli villaggi disseminati in tutto il territorio giapponese.

 

E tra questi, qualcuno…

 

 

 

“Colui che cammina al di sopra”

avventura fan-made per Sine Requie: Trono del Crisantemo

 

(Immagine di Yugin Maffioli, manuale “Trono del Crisantemo”, Sine Requie, edito da Asterion)

 

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4 pensieri su “Sine Requie: Trono del Crisantemo, “Colui che cammina al di sopra”

    1. Purtroppo non è ancora stata playtestata (possa la divinità della lingua italiana avere pietà di me e del termine che ho appena usato), però cercherò in settimana (o al più tardi la prossima) di scriverne in maniera più approfondita! 😉

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