Il Diario della Rosa dei Venti: un libro dallo scarso significato (3 anni dopo)

Vi erano quattro figure in mezzo alla piazza.

Tutte erano in attesa. Alla fine già arrivare fino a quel punto era stata una grandissima emozioni, e come succede dopo i coinvolgimenti più intensi, si cerca un piccolo angolo di pace per … aspettare. Non succede a tutti, ci mancherebbe altro. A loro in quel momento si.

Uno di loro era separato dagli altri, come se si stesse dirigendo verso qualcosa.

Era magro, piuttosto alto, completamente rasato e con una rada barbetta sul mento. Portava una sacca a tracolla, un bastone di legno scuro e ottone in mano, e una spada sulla schiena. La lama, nonostante il fodero, lasciava trapelare alcune lettere incise sopra di essa e brillanti con la stessa intensità di un fuoco incandescente.

Dopo alcuni passi l’uomo si fermò, si chinò per terra, e raccolse un libro.

Dall’aspetto e dall’espressione si sarebbe detto incuriosito.

Lo aprì, e iniziò a leggere.

 

Barbaro

Dalle distese ghiacciate del nord e dalle infernali giungle del sud giungono guerrieri coraggiosi e temerari. I popoli civilizzati li chiamano barbari o berserk e li accusano di mutilazioni, empietà e cannibalismo. Questi “barbari”, tuttavia, hanno dato prova del loro coraggio del loro valore a quanti sono stati loro alleati. Con i nemici che li hanno sottovalutati si sono dimostrati astuti, pieni di risorse, perseveranti e soprattutto spietati.

Caratteristiche: per i barbari la Forza è importante dato che molte abilità barbariche sono basate su questa caratteristica. La Destrezza è utile ai barbari poiché tendono a indossare armature leggere. La Saggezza è importante per parecchie abilità barbariche. Un alto punteggio di Costituzione permette all’Ira Barbarica di durare più a lungo (e al barbaro stesso di vivere più a lungo grazie all’incremento dei punti ferita).

Analfabetismo: i barbari sono gli unici personaggi che non sanno né leggere né scrivere.

Ira: il barbaro può cadere in preda ad un’urlante frenesia omicida~

 

L’uomo chiuse di scatto il libro. Una vena aveva iniziato a pulsare sulla sua fronte.

Non lo avrebbe mai ammesso, ma le mani tremavano. La sensazione era la stessa che ormai era associata alla tensione, all’adrenalina, al caricarsi e accumulare, accumulare, accumulare… 

“Bene, direi che per oggi ho letto abbastanza STRONZATE da potermi fermare.”.

Aveva parlato, e anche abbastanza chiaramente. Non seppe mai quanti dei suoi compagni e delle persone che lo avevano accompagnato fino a quel punto lo avessero sentito. Non sapeva ancora quello che sarebbe successo dopo alcuni mesi. 

Lasciando cadere il libro a terra, tornò verso i suoi compagni.

Raramente sorrideva, ma quella volta alla fine lo fece. O meglio, lo avrebbe fatto. Non avevano ancora salito la scala, non sapevano ancora cosa avrebbero trovato, non aveva ancora ritrovato il Drago.

Alla fine della principessa a lui non gliene era mai fregato quel granché.

Il Drago, invece, per lui era tutta un’altra storia. 

 

Ma non si pensi a Moby Dick e ad Achab, non potreste essere più lontani dalla verità. 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...