Warhammer Fantasy GDR, “Il Tradimento di Marienburg”

 

Le terre dell’Impero sono strette nella morsa della Guerra.

Warhammer Fantasy GDRI pelleverde sono una tanto costante quanto prolifica spina nel fianco, e i danni causati dalle loro WAAAAGH in marcia nelle terre dell’Impero sono enormi. I morti non riposano nelle loro tombe, tanto nei confini più meridionali dell’Impero quanto nella Sylvania. Il Caos rafforza la sua stretta da nord, e i confini non sono così forti e saldi come possono apparire.

E ovviamente, a tutti i nemici di altre razze e specie l’Impero aggiunge anche se stesso.

Non prendetela come retorica o lagnosa insofferenza, è semplicemente un dato di fatto. Non appena il nemico comune in grado di unire tutte le fazioni dell’Impero scompare (o sembra scomparire), è un dato di fatto che ogni singola regione dell’Impero inizi a “staccarsi” dalle altre… O almeno a provarci.

In questo contesto, nelle regioni più settentrionali dell’Impero, vediamo un piccolo gruppo di avventurieri recarsi verso una delle più grandi e famosi città portuali dell’intero Impero.

 

Morkar, messaggero elfo

Konrad, guardia del corpo umana

Dolwen, marinaio elfo

Fanriel, cacciatrice elfa

 

Metà del gruppo era lanciato verso la scoperta di qualcosa di eccezionalmente nuovo, che non aveva mai considerato prima.

Dolwen e Fanriel, infatti, non si erano ancora mai allontanati dal loro contesto di origine, nave o foresta che fosse. Avevano vissuto, ma quella era la loro prima vera libera scelta.

Morkar e Konrad, anche se apparentemente forse meno “imponenti”, avevano già compiuto scelte del genere, e forse proprio per quello reagirono più emotivamente alla scura e tempestosa nube che sembrava essere sempre più vicina alla città portuale di Mariemburg.

 

[…]

 

warhammer - vecchio mondo (impero)

 

[…]

 

Le selvagge tribù di predoni settentrionali si sono rivelate per quello che sono. Covi di perdizione, mucchi indisciplinati di adoratori delle forze dei quattro dei oscuri, o semplicemente del Caos. Occuparsi di un piccolo gruppo (o una piccola “famiglia”) non è stato troppo difficile per persone esperte ed equipaggiate come loro, ma…

Il Caos trova sempre una strada.

 

Lungo la strada il gruppo era incappato in uno dei simboli tribali di questo popolo, costruito appositamente per scoraggiare chiunque a proseguire oltre in quelle terre. Il nostro elfo marinaio ne staccò una parte, una frusta ricoperta di vertebre umane e terminante con una rozza e appuntita stella ad otto punte.

La usò in battaglia, per combattere i predoni. Funzionò in maniera Trono di Khorneegregia. Ad ogni colpo andato a segno la stella di metallo strappava pelle e carne, facendo fuoriuscire sangue e viscere, ma soprattutto sangue.

Il gruppo riuscì a tornare a Mariemburg senza alcuna difficoltà, e apparentemente anche a celare il macabro trofeo e strumento di morte recuperato da Dolwen.

 

La città era in subbuglio, i preparativi per un immenso scontro contro le forze che palesemente erano sempre più vicine alla costa fervevano da settimane. Molti individui si erano arruolati, meno erano fuggiti, pochissimi erano rimasti indifferenti.

Cosa ancora peggiore, l’atmosfera nei dintorni urbani era peggiore che nelle radure del nord.

Sembrava assurdo, ma il clima era decisamente migliore all’interno del territorio dei predoni del nord. Più ci si avvicinava alla città, e più l’atmosfera si appesantiva. L’aria diventava elettrica e pesante, le giornate scure e nuvolose, gli animali irritati e bizzosi.

 

Tra tutti questi segni di sciagura e le incombenti nere nuvole dell’oceano, non era difficile intuire cosa aveva spinto il popolo ad arruolarsi… o a fuggire.

Tutti questi segni fecero discutere non poco il gruppo, che infine decise di separarsi.

 

Konrad, incassata una referenza valida per il suo lavoro compiuto a favore della città portuale di Mariemburg, se ne andò. Insieme ad un ex marinaio (conosciuto in loco) che aveva “messo da parte” del denaro, sfruttando quei soldi e la sua referenza, cercarono un modo di tirare a campare. Sappiamo che attualmente si sono stabiliti più a sud, con una specie di attività che … non si capisce bene cosa sia. Un po’ taverna, un po’ stalla, un po’ locanda, un po’ circuito clandestino di lottatori… Però tirano avanti.

Sicuramente, almeno per l’immediato futuro, saranno al sicuro.

 

Gli altri, invece, si sono arruolati.

Attualmente si trovano sotto coperta nella Northern Sieg, durante un terrificante temporale…

E durante la prima sortita navale dell’appena scoppiata Grande Guerra di Mariemburg.

800px-Marienburg

E intanto, sottocoperta, una certa frusta di ossa e tendini…

 

[…]

 

WFRP_logo warhammer fantasy

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3 pensieri su “Warhammer Fantasy GDR, “Il Tradimento di Marienburg”

  1. Una volta visitai Marieburg nei panni di una devota ancella del tempio di Sigmar. Ricordo che prima di andarmene diedi fuoco ad un’intera taverna perché mi stava antipatico il locandiere.

    È una città che ha smarrito la fede, ma prima o poi ci dovrò ritornare.

    1. “La città ha smarrito la sua Fede, ma un devoto a Sigmar non perderà mai la sua. Con il Martello, il Sigillo d’Argento e null’altro che la nostra Fede, la città sarà riconquistata.
      Si, riconquistata. Ormai di questo si tratta.
      Sia maledetto il Caos in tutte le sue forme.”

      1. “Ora cavalchiamo lontani da Marieurg su sentieri diversi, portando tutti nel cuore la paura per i sinistri presagi provenienti da quella città, solo io porto nell’animo anche il rammarico per un bellissimo vestito che potevo avere e invece non mi guadagnerò mai.
        Mi porto però nel cuore anch la soddisfazione che da oggi almeno uno degli abbietti abitanti di quella città dannata si troverà senza il suo pane quotidiano dopo che la sua locanda è andata a fuoco.”

        La mia fede purtroppo non è stata sufficiente…

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