“Mia Signora, state bene?”

La mia Signora, per la prima volta nella sua non vita credo, se ne sta in disparte.  Fissa il vuoto estraneandosi da tutto. Nonostante tutto ciò che è successo è riuscita a riacquistare il controllo. Forse aiutata.

Mi risponde con su cenno della testa mentre si fissa i segni di ustione visibili sulla pelle.

“Un gentiluomo avrebbe già offerto la giacca, devo forse pensare di averti scelto troppo grezzo?”

Mi rimprovera: vuol dire che sta solo recitando la parte. Troppi mortali che si aspettano la donzella spaventata. Rimedio al mio errore e realizzo come stesse in realtà fissando un punto ben preciso.

Dall’altro lato della piazza, oltre la calca di mortali accorsi per vedere cosa stesse succedendo, c’è lui: Corrado Licei.

Anche lui ha qualche segno di bruciatura. Sta rispondendo a qualche domanda di rito, tra un po’ toccherà anche a noi. Dovranno partire delle indagini: la domanda non è quale direzione prenderanno, ma chi le guiderà.

Sopravviveranno, sopravviveremo, ma ho conosciuto il vero terrore.

Un guasto all’impianto elettrico dicono, una vera fortuna che non ci siano stati morti, un paio di invitati hanno riportato ustioni gravi, qualcuno qualche bruciatura.

Alcuni momenti sono stati terribili e invidio la facilità con cui si sono ripresi. Più velocemente di me che pure ero lontano.

Ora ho solo ricordi confusi.

“Mia Signora, permette una domanda?”

“Dimmi”

“Questo non è stato un incidente, vero?”

“Mi sembra di averti detto di fare solo domande intelligenti”

“Vi domando scusa”.

Ho un’idea in testa da un po’ e che forse stasera ha avuto conferma.

“Mia Signora, ecco, non vorrei farvi perdere tempo con un’idea totalmente errata ma…”

Mi guarda incuriosita e spero sia soddisfazione quella che vedo nei suoi occhi

“Vedete, mi avete spiegato molto bene come agisce il Sabbat e la morte della signorina Corti, la sparizione di sua maestà, questo attentato a Voi e al Signor Licei…”

Mi serve un momento per continuare la frase

“… non sono il modo di agire del Sabbat e come se fosse opera…”

Temo seriamente le conseguenze di quanto sto per dire e non riesco a terminare la frase.

“Di uno di noi” termina per me la mia signora.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...