L’uomo giusto

“Siete meravigliosi, voialtri, dico davvero”

Marcello Dontis non poteva negare si stesse divertendo come non gli capitava da tempo e non si sarebbe certo aspettato di dover dire grazie alla sua progenie se poteva nuovamente fare ciò che più adorava: creare problemi al clan Ventrue.

“Lo trovate divertente?”

Cecilia Colonna stava iniziando a pentirsi di aver convocato il proprio Sire per svolgere un lavoro che, in fondo, avrebbe potuto affidare ad altri. Ma altri avrebbero chiesto qualcosa in cambio. Almeno di conoscere il perchè. Marcello Dontis invece l’aveva plasmata a sua immagine e somiglianza, o almeno ci aveva provato. Senza dubbio poteva intuire le sue motivazioni. Cecilia Colonna era una persona pragmatica: è più facile espandere le proprie influenze se i tuoi concorrenti sono indeboliti.

“La Camarilla è sempre divertente”

“State attento potrei distruggervi in questo momento”

“Potreste provarci, ma sarei io a distruggere te, non crederai che ti abbia insegnato tutto”

“Avete bisogno di me per uscire da questi territori con le vostre gambe”

“Non ne sarei così sicura”

Touché.

Il suo Sire era sempre riuscito ad entrare ed uscire dai territori altrui senza eccessivi problemi. Sbeffeggiare Camarilla e Sabbat era il suo passatempo preferito, anche se Roma restava la sua impresa migliore.

“Cosa ci guadagno io?”

“Credevo sareste stato voi a pagare me per poter fare una cosa del genere”

“Ed è quasi vero, ma nessuno si mette contro Agusto de Julis solo per divertimento”

“Mi spiace per voi ma stavolta non entrerete nella leggenda, i vostri avversari sono fratelli di poco conto”

“Interessante… più di quanto credi”

Cecilia Colonna realizzò di aver detto forse troppo.

Passò un plico al suo sire.

“Qui c’è tutto quel che ti serve, nomi, foto, indirizzi… fate ciò che dovete e poi lasciate questi territori, avete dimenticato di annunciarvi”

“Potrei anche decidere di rimanere, a quanto pare hai ancora bisogno del mio aiuto”

“Siete solo il migliore per alcuni compiti, posso cavarmela benissimo senza di voi”

“Non sia mai che ti venga negato il meglio! Questo però lo considero solo un riscaldamento. Tornerò da te mia cara, me lo devi”

“Non vi devo niente”

Cecilia Colonna si trovò immobilizzata contro una parete con i canini del suo sire pericolosamente vicini

“Mi devi molto. E lo sai”

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