GURPS: Saga dei Guardiani

 

Possiamo vederla in questo senso: una sorta di presentazione, introduzione, annuncio. O forse realisticamente è una semplice affermazione. Idealmente è un po’ di tutto questo, e un poco ancora di più.

 

[…]

 

Noi siamo Altri, | noi serviamo forze diverse, | ma nel Crepuscolo non vi è differenza | tra assenza di tenebre e assenza di luce. |

La nostra lotta può annientare il mondo. |

Noi stipuliamo il Grande Patto di tregua. |

Ogni parte vivrà secondo le proprie leggi, | ogni parte avrà i propri diritti. |

Noi limitiamo i nostri diritti e le nostre leggi. |

Noi siamo Altri. |

Noi costituiamo la Guardia della Notte | affinché le Forze della Luce | controllino le Forze delle Tenebre. |

Noi siamo Altri. |

Noi costituiamo la Guardia del Giorno | affinché le Forze delle Tenebre | controllino le Forze della Luce. |

Il tempo sarà arbitro. |

(Sergej Luk’janenko)

 

Realisticamente parlando, non credo che questa partita si potrà giocare a breve, ma mi piace comunque pensare a questa possibilità.

Soprattutto perché, di fatto, è praticamente pronta.

 

Dopo aver smesso d’imbottirmi la testa di fesserie, fissai di nuovo il ragazzino. Con gli occhi chiusi, scansionai l’aura. Il risultato fu scoraggiante. Era circonfusa da un chiarore cangiante, traslucido e a tratti si colorava di rosso, a tratti di verde cupo con bagliori blu scuro. Un caso raro. Un destino ancora indeterminato. Un potenziale ancora insondato. Il ragazzino poteva diventare un gran delinquente o un uomo retto e buono, o anche una nullità come la maggioranza degli esseri umani al mondo. Era ancora tutto in divenire, come si dice.

guardiani della notteSimili aure possono averle i bambini di due o tre anni, ma in quelli più grandi s’incontrano molto di rado. Ora era chiaro perché il Richiamo fosse indirizzato proprio a lui. Era una vera délicatesse, per così dire. Sentii che la bocca mi si riempiva di saliva. Stava andando avanti da troppo tempo, da troppo tempo… Fissai il ragazzino, il suo collo sottile sotto la sciarpa e maledissi il Capo, le consuetudini, i rituali, tutto ciò di cui era fatto il mio lavoro. Le gengive s’intorpidirono, la gola si seccò. Il sangue aveva un gusto salato e amaro, ma solo col sangue potevo placare quella sete.

La maledizione!

Il ragazzino balzò fuori dalla scala mobile, corse nel vestibolo, scomparve dietro le porte a vetro. Per un attimo mi sentii meglio. Rallentai il passo e lo pedinai, mettendo a fuoco le sue mosse con la coda dell’occhio: il ragazzino s’inabissò nel sottopassaggio. Ormai correva, il Richiamo lo trascinava, attirandolo verso di sé.

Più in fretta!

 

(I Guardiani della Notte, Sergej Luk’janenko)

 

[…]

 

Probabilmente è un azzardo, probabilmente sarà l’ennesima partita inserita nella metaforica pila dell’attesa (una pila mooolto alta) dove chi entra non sa mai di preciso quando vedrà la luce, però…

Però non si sa mai.

 

Metti che un giorno, attraverso uno specchio…

 

 

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