Sine Requie: SOVIET – La “Macchina Educatrice”

Tra tutte le ambientazioni di Sine Requie, SOVIET è una di quelle che personalmente apprezzo di più. Per chi mi conosce è semplice capire il perché. 

Lherian

 

Sine_requie_SovietLa Macchina Educatrice (collegata direttamente a Z.A.R. e considerata una sua espansione) è una macchina che produce condizionamento mentale. Ne esistono ovviamente moltissimi esemplari, sparsi tra livelli e settori di ogni città-alveare, e vengono usati principalmente per due scopi.

Il primo scopo è quello di aiutare le “giovani menti” dei bambini nati nelle città-alveare ad apprendere tutto quello di cui avranno bisogno. Una parte degli insegnamenti sono comuni a tutti gli individui, come la lingua russa, la storia (opportunamente corretta), l’attualità della città alveare, l’etica comunista e le normali norme di comportamento. Altre sono invece specifiche in base alla classe a cui il piccolo è destinato, e trattano gli argomenti che gli serviranno apprendere per il suo lavoro. Operai, soldati, scienziati, tutti passano per questa macchina. Le “lezioni” sono seguite mantenendo diversi elettrodi sulle tempie del giovane, che nel caso di errori ripetuti o frequenti somministrano scariche elettriche come punizione. Nel caso di errori ripetuti e frequenti, le scariche aumentano progressivamente di potenza. I bambini tendono ad imparare in fretta.

Il secondo uso, per cui la macchina è tristemente più nota tra tutta la popolazione di una città alveare, è per la “rieducazione forzata”. Coloro che dimostrano tendenze antisociali, comportamenti non consoni per il codice della città-alveare, comportamenti pericolosi per il mantenimento della routine, o la cui sanità mentale sia parzialmente compromessa, vengono mandati alla macchina educatrice. Nei primi casi per re-instaurare un codice di comportamento più consono ai dettami di Z.A.R. e del comunismo, nel secondo per curare un figlio della patria così bisognoso di aiuto…

 

Sine Requie - Macchina Educatrice (soviet)
La “Macchina Educatrice”

 

L’effetto della macchina educatrice (tarata appositamente sugli adulti) è triplice.

Innanzitutto, essendo usata in sessioni di cinque ore di continue scariche elettriche e allucinazioni, il dolore e lo shock sono tali che la maggior parte delle persone sviluppa una reale fobia nei confronti di questa macchina, arrivando a fare di tutto pur di non subire nuovamente il trattamento. Spesso la minaccia della macchina funziona ancora meglio dell’uso della macchina stessa.

Il secondo effetto è quello di condizionamento, a cui solo poche persone riescono a resistere. Dopo queste sessioni di elettroshock e lavaggio del cervello, la maggior parte degli individui esce terrorizzata da quello che ha appena passato, ma anche estremamente allineata con i dettami di Z.A.R. e del comunismo. Su alcuni individui questo effetto è permanente, soprattutto se “recidivi” e quindi sottoposti a sessioni della macchina più lunghe, ma sulla maggior parte delle persone questo condizionamento totale ha una durata limitata, usualmente alcuni mesi. Al termine di questo periodo, comunque, le condizioni di vita nella città-alveare sono tali per cui la maggior parte delle azioni e idee dell’individuo saranno ritornate (anche solo per mera abitudine) talmente conformi a quelle di Z.A.R che l’individuo non si renderà nemmeno conto di poter nuovamente “pensare”. Per coloro che invece riescono a recuperare e mantenere integra la loro capacità di pensiero, la paura di un ritorno al macchinario è usualmente sufficiente a far restare comunque questi individui nel posto che Z.A.R ha assegnato loro.

Il terzo e ultimo effetto della macchina è quello di “cura” per le malattie mentali che Z.A.R. reputa di lieve entità e/o curabili. Tic nervosi, depressione, ossessioni compulsive, dipendenza: tutte condizioni più che sufficienti per un viaggio alla macchina, nel caso venissero scoperte. La terapia potrebbe effettivamente funzionare, ma indipendentemente dal risultato il soggetto porterà sempre i segni del trattamento su di se. Ragionevolmente un cittadino verrebbe guarito (ad esempio) dal suo tic nervoso, ma nel mentre sarà diventato più “fragile”, mentalmente parlando. Trattamenti ripetuti di questo tipo possono arrivare a cancellare la volontà individuale del cittadino.

 

 

Per deviazioni mentali di maggiore entità, personaggi troppo recidivi, o per coloro che non risentono positivamente della terapia della macchina, Z.A.R. ha ovviamente un piano di riserva.

Nella sua infinita pazienza verso i suoi figli, egli accoglie comunque anche questi individui particolari, ricollocandoli in un diverso settore più consono alla loro attuale situazione”. Di loro non si sa più niente, ma i fedeli figli della patria sanno che grazie a Z.A.R. anche i loro compagni possono avere un posto in cui lavorare.

 

(Immagini tratte da Sine Requie, SOVIET)

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