Cuore di Drago: presentazione secondo Farzan (Troll Cantastorie)

Buongiorno, mio piccolo amico.

Troll (Cronache di Populon)Sono felice di vedere che non fai più quella buffissima faccia ai miei affettuosi nomignoli. Hai scoperto che ho detto il vero nel nostro precedente incontro, ho ragione mio piccolo compagno? Pochi sono i Drakan più grandi di un Troll, e questo vecchio cantastorie ha chiamato “piccoli” persino degli altri Troll.

Sai che ho iniziato a scrivere a proposito della storia di cui ti ho raccontato un po’ di tempo fa? È sempre stupendo quando una storia recente riesce a colpire così nel profondo, e allora mi sono detto “perché non iniziare a scriverci sopra?”. Presto la mia piccola opera a proposito delle Cronache di Populon vedrà la luce, e spero che possa aiutare tutti i miei curiosi compagni a comprendere meglio le meraviglie del nostro mondo.

E intanto che portavo avanti la mia piccola e personale storia, sai che cosa accadde? Che i Tre Bardi uscirono con un nuova storia, Cuore di Drago. È stata davvero una grossa sorpresa, come potevo non esserne incuriosito?

 

E tu, mio piccolo amico, sei venuto a trovarmi nella giornata perfetta.

Siediti, e ascolta questo mio racconto.

populon-cuore-di-drago

Questa nuova storia ci porta ancora una volta nella Valle dell’Iskendur, una fertilissima regione popolata da moltissimi Drakan delle specie più diverse, una terra con una profonda unione tanto geografica che culturale di moltissime popolazioni differenti.

Questa regione è piuttosto estesa, e quasi interamente percorsa dall’omonimo fiume e da tutti i suoi affluenti, come il fiume Amkar e il fiume Naluar, senza dimenticare i veri e propri bracci dell’Iskendur: l’Iskendur Bianco, l’Iskendur Rosso e l’Iskendur Nero.

Di tutti gli insediamenti della valle, è impossibile non conoscere Iskendur, la città che in un curioso caso di omonimia prende il nome dallo stesso fiume e dalla valle.

Questa regione è già stata trattata con dovizia di dettagli nell’opera precedente, e in questa nuova opera viene ancora più sviscerata, analizzata e presentata.

Si, mio piccolo amico.

Siamo sempre nella Valle dell’Iskendur.

E il punto di partenza di questo poema è ancora una volta Iskendur, molto vicino alla nota Arena.

 

Valle dell'Iskendur cronache di populonSi, mio giovane ascoltatore, comprendo bene quel tuo sguardo titubante e interrogativo. Immagino molto bene tutte le domande ronzanti che sicuramente in questo momento si mescolano confuse nella tua testolina da curioso Drakan appassionato di storie.

Prendine una per tutte, mio piccolo compagno, scegli una di quelle domande, e sono sicuro che sarà qualcosa del tipo “Ma con tutto Populon a loro disposizione, perché i Tre Bardi hanno deciso di cantare ancora storie nella Valle dell’Iskendur?”

Me lo sono domandato anche io, mio piccolo amico.

 

La risposta è davvero semplice.

populon - mappaLa nuova opera tratta ancora la valle dell’Iskendur perché l’opera dei Tre Bardi cerca di trasmettere la vita di Populon. Molto spesso in opere simili a questa il mondo viene presentato alla stregua di uno studio di Storia e Geografia. E sia chiaro, mio piccolo ascoltatore, che non vi è nulla di sbagliato in questo! Ma i Tre Bardi hanno scelto una strada diversa, che comprende la geografia del luogo e la sua storia, ma soprattutto storie. Storie di vita, storie di avventure, storie raccontate, sognate, lette e riferite. Questo poema tratta di storie, e sono storie vive, scritte e trasmesse per chiunque le voglia ascoltare, leggere e vivere.

Queste storie non sono solamente trasmesse per essere lette: i bardi vogliono che tu viva il poema, non semplicemente che tu lo legga.

Era così nelle Cronache di Populon, ed è così e ancora più così in Cuore di Drago.

 

Per questo il punto di partenza di questa nuova storia risiede ancora nella Valle dell’Iskendur: perché questo luogo, con tutti i suoi pregi e difetti, è casa nostra.

Perché avrebbero dovuto fare lunghissimi e freddi “voli” per saltare da una capitale ad un’altra del vastissimo mondo di Populon, quando invece c’è così tanto da scoprire e vivere nelle meraviglie che possiamo trovare nel nostro stesso paese?

Questa scelta a taluni può non piacere, mio curioso amico. Ma è una scelta chiara, e personalmente come cantastorie la ho molto apprezzata.

populon-cuore-di-drago-mustelan-marinaioL’Iskendur scorre, e piano piano passa attraverso tutta la regione fino al mare, portando con se moltissime cose che … beh, scoprirai da solo.

Non ti racconterò che cosa accade in questo nuovo poema, mio giovane curioso, e non lo farò per un semplice motivo: non accadranno sempre le stesse cose per chiunque partecipi a questa storia.

Gli eventi e le storie di cui parlano i Bardi saranno sicuramente modificati dalle azioni di chi vivrà questa storia, ed è giusto così! Populon è vivo, e chi può dire fino a che punto si potrà arrivare durante questa storia? Io no di sicuro, mio giovane ascoltatore.

Il nostro mondo è così meravigliosamente complesso che le possibilità di “fine” di questa nuova storia sono davvero tantissime.

 

Ma ogni storia, prima di una fine, deve avere un inizio.

populon-cuore-di-drago-zaundE come ti ho anticipato, questa storia inizia ad Iskendur, ed inizia subito, inizia veloce, coinvolgente.

Inizia aggressiva, violenta, e non potrebbe essere diversamente dato il coinvolgimento di numerosissimi Zaund e della Banda delle Fauci di Iskendur.

Ma da quello che può sembrare un momento di violenza completamente fine a se stesso si scoprirà, nella culla dell’Iskendur, qualcosa di molto più grande. Qualcosa che comprende un culto proibito e una delle società segrete più grandi e organizzate dell’intero Populon: il Culto del Sesto.

Ma non è questo il momento di parlare di queste cose, mio piccolo amico.

Ti voglio però ricordare un’ultima cosa, mio curioso amico: ricordati che Populon è vivo, e che condivide un legame speciale con i suoi abitanti. Taluni sembrano rifuggire questo legame o non averlo affatto compreso, come molti membri delle bande criminali di Iskendur, ma vi sono anche Drakan che portano dentro di se una vera e propria comunione con Populon stesso, un collegamento unico e speciale, come unico è il legame tra una pianta e la soffice e fertile terra su cui si appoggia per crescere.

Questa metafora è davvero azzeccata, parlando dei Molos. Che creature simpatiche, i Molos, discendenti dei serpenti e con molti tratti in comune con gli Spyrian. Io non credo di essergli stato altrettanto simpatico, credo che siano rimasti stupiti dalla mia passione per le storie e i racconti, e-come dici? Non conosci i Molos? Beh, prima di questa nuova storia nemmeno io, mio piccolo amico. E dire che abbiamo sempre vissuto nello stesso territorio!

Questa nuova storia parla anche di loro.

 

Si amico mio, capisco la tua curiosità, i tuoi dubbi e le tue domande, ma ormai l’età inizia a farsi sentire, e si avvicina per me il momento del riposo. Ci incontreremo ancora, mio giovane ascoltatore, e come in passato ci troveremo sotto questo magnifico albero.

Ci incontreremo ancora, e quando sarà giunto il tempo del nostro prossimo incontro, molte saranno le storie che ti vorrò raccontare.

 

Buon riposo, mio simpatico amico, e grazie per aver ascoltato questo vecchio cantastorie fino a questo punto.

 

Farzan,

Troll Cantastorie

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