D&D: Il Signor Nano, il Signor Oste, chierici in sottofondo e una cena in locanda

Pelor

Il sacro simbolo del Sole era appeso sopra il giaciglio dove l’infermo riposava. Non era in grave pericolo, ma i novizi dell’ordine di Pelor passavano periodicamente a controllare lo stato di salute dell’oste, noto per i suoi deliri febbricitanti riguardanti elfi, nani, la sua attività e un ignoto colpo basso della moglie.

“No… nooooo… elfi… nooo basta… basta elfi… voglio i nani, i nani sono il meglio… Ines… Ines dice che…. che sono razzista… non…. non è vero…. elfi… nani…. elfi… nani….”

“Non si preoccupi, signor Oste.”

Una figura bassa e tarchiata, dalla folta e curata barba, si era lentamente avvicinata al giaciglio del pover’uomo. Difficilmente i chierici di Pelor avrebbero permesso ai due di incontrarsi, per paura che attraverso un contatto con un elfo o un nano lo stato mentale dell’infermo deteriorasse.

Eppure lui era li.

“Non si preoccupi. Nella mia vita ho conosciuto molte persone razziste, e le posso assicurare che nel suo tono di voce non vi è la minima traccia di razzismo.”

“Sento… una voce… Ma… allora… nani… i nani… I NANI!! Signor Nano!! Signor Nano, finalmente la incontro di persona, come cosa dove- dove mi trovo? cosa è successo??”

Il Signor Nano parlava lentamente, in modo che l’Oste avesse il tempo di assorbire e comprendere le sue parole nonostante la condizione in cui versava.

“In questo momento si trova in un luogo sicuro, eppure contemporaneamente lontano dalla sua attività. Come non ne ho la benché minima idea, non c’ero quando è successo, ma cosa… mi sono informato. Ed è tutto chiaro.”

La confusione lasciò lentamente spazio a una certa tranquillità sul viso dell’Oste.

Che fosse la voce, che fossero le parole, che fosse il SIGNOR NANO, in ogni caso l’oste appariva decisamente più tranquillo. Ancora agitato, ma molto meno di quanto lo fosse nel momento del suo brusco risveglio.

“Ora però deve dirmi se si sente in grado di affrontare la verità.”

Il Signor Nano si spostò lateralmente, per passare dall’altro lato del giaciglio, rimanendo casualmente nascosto dalla  porta della stanza quando un chierico la aprì un instante per controllare le condizioni dell’infermo.

“In caso contrario ripasserò più tardi, quando lei si sentirà pronto.”

“Io…”

L’oste cercava di ricordare, alcune immagini erano chiare e definite, altre meno. Ricordava chi fosse, ricordava la sua locanda e sua moglie, ma anche qualcosa riguardo a degli elfi, quegli spocchiosissimi elfi, che … No, non se lo ricordava, ma era qualcosa di brutto.

“… Io non ricordo cosa sia accaduto, ma voglio saperlo. Sono pronto. Attendevo questo incontro da quando ho sentito parlare di lei, e sono davvero felice che sia proprio lei a essere venuto qui. Dovrò anche chiederle di passare in locanda per mia moglie sa, non si preoccupi le offrirò io, ma i consigli le attività le cose NON DIVAGO, si, sono pronto, proprio pronto. Voglio la verità.”

Dopo essersi soffermato un attimo nel raccogliere i propri pensieri, il Signor Nano parlò con tono franco.

“La verità. Mio caro oste, sua moglie ha probabilmente ragione sul fatto che il mio trattato potrebbe aver influenzato la sua opinione verso gli elfi, in quanto sarcasmo e tono delle parole da me usate nel suddetto sono testimoni della mia preferenza. Ed è altrettanto vero che anche le sue di parole abbiano dimostrato una certa preferenza verso la razza di cui ho il piacere di far parte, piuttosto che verso gli alti, fragili e incantevoli orecchie a punta.”

Lo sguardo e il tono del nano cambiarono radicalmente.

“TUTTAVIA vi anche un’altra verità: il suo comportamento non è stato affatto razzista, e bastano poche semplici considerazioni per capirlo!”

Improvvisamente, il nano prese e strinse la mano dell’infermo.

“Ha forse allontanato il suo orecchio-puntuto cliente? NO, lo ha accolto calorosamente!”

Il nano rafforzò la stretta.

“Gli ha forse fornito un servizio volutamente inferiore o scadente? AFFATTO, ha anzi provveduto che potesse pernottare in un ambiente a lui più affine, spendendo tempo e fatica per raggiungere questo scopo!”

 Il nano cercò e sostenne lo sguardo dell’oste.

“E il suo cliente si è forse lamentato del servizio o dell’accoglienza? AL CONTRARIO amico mio, l’ha pagata per molto di più del prezzo standard, dimostrando quindi che è rimasto molto colpito dalla sua accoglienza!!”

La mano del nano cambiò posizione, trasformando la stretta di conforto in una professionale stretta di mano.

“E quindi sono qui per CONGRATULARMI con lei per il suo magnifico lavoro da locandiere, e per dirle che si merita il titolo di Signor Oste! E questa stessa stretta di mano la merita certamente anche sua moglie, che sarà per me un piacere incontrare, se la sua precedente offerta è ancora valida ovviamente!”

Stupore, emozione, gioia… Approvazione? Era davvero approvazione?

Si, era approvazione.

E anche lacrime. Non del Signor Nano, ovviamente, ma dell’Oste.

Felice come non mai non solo di aver incontrato una persona da lui così stimata, ammirata e apprezzata, ma anche per lo scoprire di essere stato preso così a cuore proprio da questo stesso individuo!

 

Vi erano ancora scartoffie burocratiche da sistemare, ma sarebbe stata roba da poco.

Stasera, tutti a cena dal Signor Oste.

 

Offre la casa.

 

A tutti, ovviamente. Tutti tutti. Compresi i chierici di Pelor che hanno sopportato in silenzio e facendo finta di niente l’enorme chiassare di quei due “signori”. Perché in fondo vogliamo bene anche a loro.

 

 

[…]

 

manuale-del-giocatore-dd-dungeons-and-dragons-3_5Fonti molto attendibili descrivono la razza dei nani con queste parole:

“I nani sono conosciuti per l’abilità in guerra, la capacità di resistere alle magie, la conoscenza dei segreti della terra, il duro lavoro e l’esperienza nel bere birra. I loro regni misteriosi scavati nelle profondità delle montagne sono rinominati per i tesori meravigliosi che producono per il commercio e come doni. Poco propensi alle risate e allo scherzo, diffidano degli stranieri ma sono particolarmente generosi con chi riesce a conquistare la loro fiducia.”

Nessuno si metterebbe mai contro la bibbia (chiamata anche “manuale del giocatore” da misteriosi esseri celati alla vista dei più), ma un nano è MOLTO PIU’ DI QUESTO.

Un nano, così come un oste o qualsiasi altro personaggio, è VITA.

E in fondo è anche per questo che giochiamo di ruolo.

.  

Lherian

.

(articolo scritto a quattro mani con Orthega)

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