Register Book

Chiunque ne abbia voglia lasci pure una firmetta sul registro della locanda. ^^

 

 

E ricordatevi di pagare il conto!

2 monete di rame per ogni boccale di birra! (XP)

Annunci

14 pensieri su “Register Book

  1. “Un nano entra in un caffè.
    CRASH.”
    All’oste non piacque molto la battuta del nano, aveva quel non so che di triste misto a minaccioso come solo le battute dei nani sanno essere, ma non potè fare a meno di ridere. Dopotutto, era solo grazie a quel piccoletto e al suo stomaco (che poi sarà vero che ne hanno solo uno? Per gente della loro stazza non mangiano davvero troppo?) che suo figlio poteva frequentare le lezioni di scherma a cui teneva tanto.
    E poi chissà cosa diavolo è un caffè… boh sarà roba da nani.
    Oggi lo erano venuti a trovare 3 suoi vecchi amici (a quanto diceva lui)… dopotutto, data la sua veneranda età (accidenti, non gliel’aveva mai chiesto, ma probabilmente quel nano avrà avuto qualcosa come 250 anni… e si comportava come se ne avesse ancora 70… mah, nani) è anche normale essersi fatto amici dei non-nani, e in questo momento stava portando loro le birre che aveva appena comprato.

    Uno era un tipo serio, di quelli pignoli a non finire… ed ogni tanto i suoi occhi brillavano con una luce non troppo rassicurante. Per non parlare del suo braccio… su ditemi, chi è che andrebbe in giro con un braccio completamente fasciato? E’ troppo sospetto!
    Lasciando stare il braccio, il suo portamento e il modo di fare tradivano che un tempo era stato al servizio della chiesa, ma dal momento che non portava nessuna effige sacra, probabilmente aveva avuto una…. “divergenza di opinioni” con i suoi superiori.

    Il secondo era un tipo incappucciato, che si rifiutava di scoprire il viso e ogni tanto dava un occhiata alla porta della locanda per tenere d’occhio i nuovi arrivati… mah, un ricercato? L’oste non era stato molto contento di quel comportamento, di solito portava guai, ma il nano lo aveva rassicurato che non sarebbe successo niente, e come dire di no alla persona grazie alla quale tuo figlio è felice?
    Tornando a quello strano individuo, i suoi occhi tradivano ciò che provava in quel momento… un misto di paura e di determinazione… ehi aspetta un attimo… ma è possibile che degli occhi siano di un verde così acceso? E tra l’altro ogni tanto sotto il cappuccio balenava qualche riflesso argentato…
    Mah, meglio che ognuno si faccia gli affari propri, chissa in che guaio ci si potrebbe andare a cacciare.

    Il terzo era palesemente un chierico, e probabilmente uno di quelli che crede davvero in ciò che la sua chiesa rappresenta. Non lo si capiva tanto dai suoi vestiti (abiti puliti, ma in definitiva decisamente troppo riutilizzati, ed un mantello che qualche secolo fa doveva essere stato un signor mantello), ma dalla discussione sulla fede e sull’aiutare il prossimo che aveva intavolato appena i 3 erano entrati in locanda, e da come nonostante fossero già passati almeno una cinquantina di minuti, non avesse intenzione di darla vinta all’uomo dal braccio fasciato, di opinione completamente opposta.

    Quando finalmente i 3 si alzarono dal tavolo (l’oste tirò un sospiro di solievo tale che chiamarlo “sospiro” sarebbe stato come dare del nano ad un gigante), il nano propose di firmare sul registro della locanda, per festeggiare il loro incontro.
    Dopo che il chierico fece un discorso di circa 10 minuti sull’importanza di consolidare i rapporti e sull’amicizia e le responsabilità, anche l’uomo incappucciato cedette ed acconsentì a firmare con il suo vero nome (neanche firmare in una locanda, per non lasciare tracce… poveretto, non vorrei essere nella sua situazione).

    Al nostro incontro, e nella speranza di stringere amicizia con molti altri:

    Orthega
    Hawke
    Arghar
    Sotek

  2. Volevo farti i complimenti per come stai mandando avanti il blog, già ricchissimo di cose ( ti farà piacere rileggere quello che hai scritto in futuro, te lo garantisco). Continua così, stai facendo davvero un buon lavoro.
    Haru

  3. Un pirata di nome Tullio si aggirava per le vie della città portuale alla ricerca della locanda perfetta, sporca, sudicia e soprattutto a BUON PREZZO….
    In quell’occasione si chiamava….. Boh non mi ricordo, ma sono sicuro fosse la lcanda perfetta per lo scopo.
    Per l’esattezza tullio era senza un benchè minimo soldo, neanche una moneta di rame, e barcollava da due ore da un vicolo all’ altro sperando in qualche buona occasione, non so un ricco ubraicone, un ingenuo turista, una bagascia un po’ addormentata, ovvero tuto ciò che facilmente si uccide quanto si deruba….. Occasioni nneanche l’ombra tanto valeva cercare un lavore nella già citata bettola. Appena entrato si recò al bancone e esordì:”Buongiorno!”, l’oste rispose:”Mmmh”, ” Vede sono appena arrivato qua con il mio bastimento, ma si da il caso che sia a corto di liquidi…..”, “Mmmmh?”, “Vorrei delle informazioni…..”. Se tullio non avesse detto quella fatidica parola!
    La risposta che ricevette non fu “Mmmh”, ma:”é una spia inglese, Prendetelo!”
    E si ritrovò a scappare seguito da un corposo gruppo di pirati per tuta la città…
    Ovviamente i pirati andarono a chiamare i loro amici, che andarono a chiamare gli amici degli amici, e così tullio si ritrovò vicino alla forca più di quanto non volesse…
    Fortuna che gli altri membri del Party avevano più Carisma e Intelligenza di Lui.
    Morale: Ricordarsi il nome delle pessime locande in cui si finisce linciati per tornare a chiedere informazioni.

  4. endym….
    NO!!! DOVEVO FIRMARE PRIMA IO!!
    nonno.. *singhiozzi* mi tira i capelli…
    non è vero!! ha inziato lui!!! brutta spia del cavolo..
    lasciami stare se no lo dico alla mamma!!
    ap….ma quest’inchiostro non brilla! così il mio nome non luccicherà nei secoli dei secoli!
    (sembra che la disputa sia destinata a durare ancora a lungo…)

  5. A: Se c’è da scrivere solo il mio nome, credo di essere in grado… Se chiedeva anche una dedica era già più problematico.
    Nau: “problematico”? Ora parli come quel segretario?
    A: Che segretario? AH! Ma no, ma no, non riuscirei mai a parlare in quel modo, qui basta solo scrivere cinque lettere….quattro..
    Nau: nove.
    A: ??!! Il mio nome è così lungo??

  6. C’è un limite ad una follia? Si. C’è un limite alla follia del creatore del blog? No.
    Per andare oltre alle ovvietà (perchè è un’ovvietà): su, su, fai/facciamo/fate/facciano crescere questo progettino… e bada che terrò strettamente sotto controllo ogni briciolo di materiale intellettuale che utilizzerai a sproposito senza avermi pagato i diritti d’autore (corrispondenti ad un ammontare lordo di 1950,99 euri per centimetro di materiale, da misurarsi a partire dalla prima vocale in orizzontale lungo le righe di testo). La SIAE guarda sempre, io guardo ancor più di frequente.
    Buona fortuna by ThePreserver, alias Mathew Party, alias quello che ti vede spia dal suo balcone e che ti può vedere se ti affacci allo stesso.

    1. Devo dissentire con te, caro Mathew. Ma prima di tutto ringraziarti. Mi trovavo in principio d’accordo riguardo alla tua frase di incipit, pensavo che a tutto ci fosse un limite, ma grazie alla sua splendida persona ho scoperto che questo limite in realtà pare assai più lontano, o forse davvero inesistente, rispetto a quanto pensassi.
      Grazie per avermi illuminato su questo punto, e per avermi fornito ulteriori dati sulla mia ricerca riguardante i limiti dell’ anti-incivilimento dell’uomo al giorno d’oggi.
      Per il resto, attento. Io vedo attraverso il void ogni volta che pensi di venire a osservarci!

      Che tu possa un giorno trovare la pace,
      K.

  7. Direi che come inizio promette bene…hai già scritto mezzo poema epico!!
    Grazie a te delle partite, anche se non sono fedele come quei 2 *li indica* mi sono divertita nelle partite che abbiamo fatto…
    Continua così, sei un master in gamba. Ma veramente in gamba.
    MàR

  8. – La porta della locanda si aprì lentamente, sospinta da una mano ancora tralasciata dai segni del tempo, che spicca bianchiccia sulla larga manica nera decorata che penzola mollamente vicino al legno. Un giovane uomo, dai capelli scuri, la barbetta curata e vispa, l’occhio sveglio e la parlantina sciolta, discorreva con fare retorico facendosi forza della propria posizione ideologica dall’alto del suo metro e sessanta ( in realtà cinquantanove ) con un’altro in vesti più sobrie, lunghe anch’esse, la cui età non differiva molto da quella dell’amico, ma che era tradita ( e in peggio ) dall’evidente calvizie mal nascosta dal cappuccio. – L’esistenza stessa degli sgabelli in una taverna elfica sottolinea utleriormente la loro pomposa superiorità, ti dico – Diceva il mago nero, accompagnando le parole con un espressivo gesticolare – Di certo non è un popolo così poco intelligente da non poter pensare di aver avventori di diverse… uh… misure che dovranno pur in qualche modo avere la possibilità di poter raggiungere quell’alto bancone! – Il chierico trattenne a stento una risata – Mi dispiace che tu ti senta denigrato dal sistema metrico elfico – Rispose, raggiungendo insieme il bancone. Kuhrel, con la mano alzata in direzione dell’oste nell’intento di chiamarlo, si bloccò di scatto per qualche secondo, prima di girarsi con sguardo torvo verso il compagno, cercando di squadrarlo dal basso in alto. – … Guarda che mi riferivo agli GNOMI.. – Rispose cadenzando stizzito le parole, specialmente l’ultima…. – Oste! – Disse allora, giratosi dopo aver dato un’ulteriore occhiataccia all’amico, che beffardo ostentava la faccia beata di chi ha colpito nel segno – Allora dove dovrei firmare?.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...