Vedi cara, per quanto non mi dispiaccia questa situazione, non sono io a volerlo, ma suppongo che la mia volontà sia irrilevante.

Sia dunque fatta la volontà di Sua Maestà. 

Detto fra me e te cara, ammiro ciò che hai tentato di fare, ma vedi avresti dovuto essere più cauta.

Mi piace la condanna che mi ha dato Sua Maestà,  è un’occasione quasi unica per seguire la via dell’ill…

no, non è un’occasione. Non posso pensarlo. Non posso scegliere come indagare il dolore. E’ solo la sua volontà che agisce attraverso me.

Ho provato a capire perché, ma sembra che non abbia vissuto le ultime notti. Dovrò rassegnarmi secondo te?  O potendo concentrarmi con un corpo immortale a mia disposizione riuscirò a ricordare? Potrei essere fortunato, anche il siniscalco, no, non è più il siniscalco, ha deluso Sua Maestà.

Cecilia Colonna, paralizzata dalla paura più che dai legacci, seguiva il delirante discorso di Licei. Le voci sui livelli di perversione a cui poteva arrivare il malkavian forse erano esagerate, ma se fossero state vere solo a metà le notti a venire sarebbero state un incubo. Almeno fino a quando Sua Maestà non avrebbe deciso che la notte della sua morte ultima fosse finalmente giunta.

Allo stesso tempo la rabbia nei confronti di Grimani cresceva, quel piccolo arrogante l’avrebbe pagata, e pagata cara. Decenni passati a  guadagnarsi la fiducia del Principe De Julis andati in fumo per un arrampicatore sociale.

Licei continuava a fissarla con una strana eccitazione negli occhi ma restava pressoché immobile

Ho temuto che ti condannasse a morte ultima

Sua maestà non si era pronunciato su quale sarebbe stata la sua condanna, l’aveva riconosciuta colpevole  di tradimento, non  nei confronti della setta o del principato, ma suoi. Non aveva violato nessuna legge della Camarilla certo, ma aveva tradito la sua fiducia, e Sua Maestà non riteneva ci fosse reato più grave. Dopo quanto si era spesa per il bene della Camarilla, per riscattarsi da un sire ingombrante e scomodo, non meritava di essere guardata in quel modo da Sua Maestà.

Eccola, la rabbia primordiale del suo clan, un tratto distintivo che travolgeva qualsiasi pensiero razionale e qualsiasi altro sentimento. Il terrore che le infondeva Licei andava scemando mentre secoli di sangue guerriero si risvegliavano.

Tornò in sè quando vide un pezzo di legno spuntare fuori dal torace di Licei, dietro di lui l’ultimo fratello che si sarebbe aspettata di vedere

“Vedi che hai ancora bisogno di me?”

“Cosa ci fate qui?

“L’invito ad unirti a noi è ancora valido”

Marcello Dontis fu felice di riavere la propria progenie schierata dalla sua stessa parte.

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